Panem et Brignano

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La scorsa stagione era un omaggio a papà, appena scomparso. Adesso che il dolore della perdita appare per lo meno mitigato, lo show di Enrico Brignano s’allarga e celebra tutta la famiglia, sin nel titolo. “Tutto suo padre… e un po’ sua madre”, in scena al Granteatro da stasera al 23 dicembre e poi di nuovo dal 26 al 31, è lo spettacolo dei record.

Non solo per le sei date, quelle fino a capodanno, aggiunte a grande richiesta del pubblico: e nemmeno per la serata di San Silvestro, che i più fortunati, e i più appassionati, passeranno a ridere insieme al comico capitolino.

Quella di Brignano è infatti la performance più vista della seconda metà del 2012, lo dicono le statistiche della Siae; un’esibizione da sold out perché completa. Sul palco c’è tutto: le risate, naturalmente, ma anche le canzoni, la musica e il ballo (con il grande coreografo americano Bill Goodson a curarne le coreografie); e poi i ricordi d’infanzia, quelli della giovinezza, gli aneddoti di una vita “da vero romano” nei quali ogni spettatore sa rivedersi, se non addirittura riconoscersi.

Brignano scherza su se stesso e quindi può farlo su ognuno di noi; mette alla berlina i vizi privati e le pubbliche virtù della gente normale, quella che s’ncontra per strada, e per farlo non scende mai a patti con la volgarità. La sua è un’ironia schietta, spontanea, finanche ingenua, ma l’ingenuità è costruita con maestria e arte dall’attore cresciuto professionalmente con Monsieur Gigi Proietti. E allora ben vengano le accuse, ben venga puntare il dito contro questo o quell’altro tabù. Ben vengano perfino i sermoni, quelli fatti spesso – troppo? – durante la sua conduzione delle Iene su Italia Uno. Tutto è lecito se fatto con semplicità. Alla faccia di chi pensa che far ridere sia il mestiere più difficile.

Francesco Gabriele