“How To Forget” – ELECTRIC SUPERFUZZ

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Una donna telefona ad un uomo, nel cuore della notte e sotto una pioggia battente. Lui si sveglia, le risponde. Lei è impaurita. Ha fatto qualcosa che non doveva. E se ne rende conto a fatica. Lui tenta di calmarla. Inizia così “How To Forget”, album d'esordio dei romani Electric Superfuzz (Dario Ramaglia, Alessio Lucchesi, Claudio Gatta e Domenico Migliaccio), rilasciato il 13 Dicembre scorso sotto etichetta indipendente Jestrai Records. Stoner, blues e hard rock modernizzato sono le chiavi di lettura di un disco (dodici tracce) dalla grande potenza sonora, dove c'è pochissimo spazio per il relax. Agli Electric Superfuzz, per scelta, manca solo quel basso che garantirebbe ancor più pienezza ai riff provenienti dalle loro due chitarre e condotti da altrettante rabbiose sezioni ritmiche (batteria e timpani/percussioni). Già ascoltando “Hurricane” e “Sicko”, le prime due tracce del lavoro dopo la già citata intro “Misfits I”, si avverte una leggera sensazione di vuoto, che un buon quattro corde saprebbe riempire alla perfezione, ma il sound dei Superfuzz è così, grezzo, crudo. E puramente rock. Di “Hurricane” è stato girato un videoclip iper maschio, “Sicko” ha quella linea vocale che ti entra in testa. E pur senza basso sono canzoni che girano, funzionano. “Maddead” prosegue su questa falsa riga, con un riff di chitarra da super fomento che perde un po' di impatto nel corso del brano ma evita alla band di sfociare nel metal, facendola restare incollata al loro mondo più alternative. “Grandaddy's Fault” (accattivante blues/stoner) e “Silver Yeah” (dance/pop britannico all'ennesima potenza) sono altre due gemme dell'album che anticipano il ritornello semi post-grunge orecchiabile di “Big Fat Tree”. Dopo “Misfits II”, proseguio della prima telefonata tra i due tizi, c'è spazio anche per il southern rock di “Washing Machine”, un altro buon brano che tocca anche dei tasti classic hard rock. A fungere da closing tracks, ruolo quantomai difficile sia nell'underground che nel professionismo musicale, sono la strumentale “Untitled #1”, la delicata “Chimpanzee” (personalmente, la meno convincente tra le dodici canzoni) e il finale della telefonata “Misfits III”. Nel complesso “How To Forget” è un disco più che apprezzabile, in grado di trasmettere energia allo stato puro e voglia di fare i duri. Cosa che agli Electric Superfuzz piace molto.

 

TRACKLIST

1 – Misfits I

2 – Hurricane

3 – Sicko

4 – Maddead

5 – Grandaddy's Fault

6 – Silver Yeah

7 – Big Fat Tree

8 – Misfits II

9 – Washing Machine

10 – Untitled #1

11 – Chimpanzee

12 – Misfits III

Marco Reda

http://www.electricsuperfuzz.com/Electric Superfuzz sito ufficiale

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Hurricane” official videoclip