Quest’anno festeggio col panettone dei detenuti

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La prossima settimana sarà Natale e io lo trascorrerò a Roma perché sarò in onda tutti i giorni con Uno Mattina. Ma come tutti gli anni ho preparato il presepe, un rito sin da bambina: mi ricordo quando con papà andavamo a raccogliere il muschio nel bosco freddo ed umido, a volte c'era già la neve e toglierlo dalle rocce ti faceva ghiacciare le dita da non sentirle piú ma si tornava a casa con borsate di quella verde spugna naturale dall'odore indimenticabile. Si entrava in cucina e prima di cominciare il presepe,si faceva la merenda: panettone bagnato nel tè.

Quest'anno festeggerò il Natale con il panettone prodotto da “I Dolci di Giotto” di Padova perché buono lo è per davvero. In tutti i sensi. La storia di questa meraviglia è abbastanza recente. Nasce nel 2005, eppure in pochi anni ha scalato tutte le classifiche che hanno messo in competizione i panettoni di alta qualità, posizionandosi come uno dei migliori d’Italia.

Ma non basta. La vera particolarità di questo dolce è dove e da chi viene prodotto. Già, perché nasce nella pasticceria della casa di reclusione di Padova, un carcere di massima sicurezza che tra pasticceria, valigeria, cartotecnica, call center e gioielleria dà lavoro a oltre cento detenuti, di cui quaranta sono impiegati appunto nel laboratorio di pasticceria. Al tempo della sua nascita si trattava di un progetto pilota che coinvolgeva soltanto alcune case detentive del nostro Paese, ma da allora ad oggi si può definire un esperimento riuscito e non soltanto dal punto di vista gustativo.

È stato dimostrato che per i detenuti coinvolti in questa iniziativa è drasticamente diminuita la percentuale di recidiva, mentre le aspettative di impiego, dopo aver scontato la pena, sono aumentate di molto. Non deve quindi stupire che altre case di reclusione abbiano seguito l’esempio dei “due Palazzi” di Padova il cui segreto è aver puntato tutto su una produzione di alta qualità.

Ogni anno nel laboratorio dei Due Palazzi aumentano le quantità prodotte, ma evidentemente non basta perché in questi giorni sul sito de “I Dolci di Giotto” è apparso un alert: a chi ha ordinato i panettoni dopo il 7 dicembre non è garantita la consegna per Natale. Per fortuna l’ordine di trecento “pezzi” da Papa Benedetto XVI è arrivato in tempo!

Elisa Isoardi