Vinicio Capossela, blues per ribelli

0
21

 

Come da definizione di Vinicio Capossela, i concerti del tour di “Rebetiko gymnastas”, l’ultimo album del cantautore uscito lo scorso 12 giugno «hanno lo scopo di tenere in esercizio la parte anticonvenzionale di noi stessi, in luoghi adatti ad avere i piedi, le mani e il cuore libero».

Ecco dunque perchè la tournèe invernale si concluderà domani sera al Forte Prenestino, «un luogo che ha fatto di questi valori il motivo della sua esistenza» spiega ancora Vinicio, che oltre ai quattro inediti e alla ghost track contenuti nel disco reinterpreterà dal vivo – per l’ultima volta dopo una trentina di date da tutto esaurito in giro per spazi e locali underground di tutta Italia – alcuni suoi grandi classici tradotti in rebetiko, musica nata nella fiammeggiante Salonicco degli anni Trenta.

Accompagnato dalla sua band italogreca, nella quale spicca il leggendario Manolis Pappos, uno dei migliori interpreti del bouzouki ellenico, Capossela si esibirà all’aperto, salvo imprevisti dovuti al maltempo, nella suggestiva piazza d’armi del Forte, al prezzo stracciato di 5 euro e senza prevendita: i biglietti si potranno dunque acquistare solo la sera stessa dell’evento).

Se il precedente “Marinai, profeti e balene” era decisamente un lavoro “di mare”, quest’ultimo lascia in bocca i sapori tipici “del porto”. Un’opera che sembra una vera e propria odissea in acqua al termine della quale, però, non si fa rientro a casa, in rada o vicino la banchina. Il genere rebetiko, d’altronde, porta dentro di sé il cromosoma della ribellione e della rivolta individuale; nasce dal basso, da una catastrofe, da una grande crisi e da una colossale migrazione.

«Rebeta – racconta l’artista italiano nato ad Hannover – viene dal turco rebet, ribelle, colui che meno si tira indietro quando le città vanno a fuoco. Il rebeta è uno che non si sottomette al meccanismo del consumo e che semmai cerca la sua bellezza altrove. Il rebetiko – continua – è una musica che lamenta quello che tutti noi abbiamo perduto, una musica che non dimentica le sue origini, che si officia in luoghi chiusi e che si condivide a tavola come un’eucarestia».

Ma è anche e soprattutto la musica dell’assenza. Assenza di chi resta, di chi non parte e di chi subisce la partenza altrui. Le sue melodie, legate ai porti, alle stazioni e più in generale ai luoghi dell’addio, generano ferite e cicatrici, ma allo stesso tempo non permettono di sottrarsi al dolore, reso sopportabile solo grazie a una disciplina paragonabile proprio a quella del ginnasta. “Rebetiko Gymnastas” offre quindi canzoni che sono delle autentiche prove ginniche, esercizi “di sopravvivenza” scanditi dal ritmo di questo blues dell’Egeo simbolo di fierezza e resistenza oggi come nella Salonicco indomita dei “rebetes” di quasi cento anni fa. Alla guida dell’ensemble che oltre al già citato Pappos conta su Vassilis Massalas (chitarra e baglamas), Ntino Chatziiordanou (fisarmonica e organo Farfisa), Dimitri Emmanouil (percussioni), Vinicio riarrangerà in rebetiko anche pietre miliari del suo repertorio del calibro di “Con una rosa”, “Non è l’amore che va via”, “Scivola vai via” o “Corre il soldato”.

Inizio alle ore 22. In caso di pioggia il live si sposterà nell’area coperta capace comunque di contenere 2mila persone.

Cinque