Siddharta, il musical dello spirito

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Va al Brancaccio lo speciale “Oscar” di Cinque Giorni per la programmazione teatrale di inizio 2013. Lo stabile di via Merulana, a nostro parere, ha scelto di inaugurare il nuovo anno nel miglior modo possibile, e cioè all’insegna del musical “Siddharta” liberamente ispirato al capolavoro letterario di Herman Hesse: uno spettacolo che, sì, è un tripudio per occhi e orecchie, ma che rappresenta soprattutto un autentico messaggio di speranza rivolto all’intera nazione: l’auspicio a trovare (o a ritrovare) le forze e l’umanità necessarie per affrontare quest’epoca di crisi di valori e di grandi trasformazioni socioeconomiche, per scoprire (o riscoprire) la vera essenza della vita e le ragioni più profonde della nostra esistenza.

E’ dunque un’opera universale, e spirituale – non poteva essere altrimenti – quella adattata e concepita dalla cantautrice e regista IsaBeau, in scena da oggi al 6 gennaio. Il racconto in note, canzoni e passi di danza del cammino interiore del principe indiano ideato nel 1922 dallo scrittore premio Nobel tedesco; un giovane uomo ricco destinato già da prima della sua nascita a un mondo di sola bellezza. Una bellezza che però è effimera, e fugace, tanto che il raggiungimento della pace dell’anima, della celeberrima illuminazione dovrà passare necessariamente dall’abbandono delle sue nobili vesti oltre che del suo dorato castello, cosicchè, spoglio finalmente di ogni bene materiale, Siddharta possa comprendere davvero le ragioni della sofferenza, e trasformarle in principi di saggezza e di felicità.

Dal palco alla platea, il musical diviene una sorta di rito collettivo, con il pubblico trascinato alla “purificazione” grazie a un susseguirsi fluido e intenso di “quadri” ognuno dei quali narra emozioni coinvolgenti, dalla gioia della nascita alla magnificenza, dalla gloria al dramma della morte entro la quale ricercare però un nuovo inizio.

Le musiche (originali a cura di Isabella Biffi, Fabio Codega e Beppe Carletti dei Nomadi) intrecciano sonorità etniche e indiane dell’epoca e moderne. Le coreografie sono firmate da Chiara Valli, mentre scenografie e costumi – di grandissimo impatto visivo – rispondono ai nomi di Roberta Volte e Mitra Abadian.

Fra. Ga.