Il palcoscenico delle donne

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Il ristoteatro Skené, nuovo spazio culturale aperto da appena pochi mesi dietro Piramide, prosegue la sua attività inaugurando una rassegna di teatro tutta al femminile lunga cento giorni, dal giovedì alla domenica, a partire da oggi.

10 ragazze per Skené” (anche se nonostante il titolo evocativo e “citazionista” più che dieci le donne protagoniste sono diverse decine) propone incontri ravvicinati con autrici, registe e interpreti in un viaggio lungo tre mesi fatto di spettacoli volutamente non legati da un filo conduttore o da una predilezione verso un tema particolare. Lo scopo, spiega il direttore artistico Rosario Galli, è «parlare di donne attraverso l’incontro con le molte interpreti delle rappresentazioni in programma, per “con-segnare” al futuro un messaggio di certezza riguardo al ruolo femminile». E con-segnare è scritto con tanto di trattino proprio per ribadire il significato più puro del verbo, «che vuol dire mettere insieme “segni” diversi, ovvero riunire in uno stesso spazio, lo Skené, segni diversi», specifica Galli.

Il cartellone prevede serate sempre diverse e l’unico comune denominatore sono le donne che recitano (anche su testi scritti da uomini), «artiste libere di raccontarsi e raccontare storie di ieri e di oggi, di sempre, con ironia o tenerezza, con umorismo o commozione». Fino al 5 maggio, lo Skené propone dunque diciotto spettacoli delle più varie tipologie: dal cabaret al monologo drammatico, dalla parodia alla rievocazione storica, fino al recital e alla commedia corale (ancora a organico ridotto, vista l’atmosfera raccolta del ristoteatro).

Il tragicomico “Tanti auguri, mon amour”, di e con Angela Calefato, inaugura oggi, 10 gennaio, la rassegna, che prosegue con la rievocazione rinascimentale “Maturina fantesca, eredi di Leonardo da Vinci”, di e con Patrizia La Fonte.

Ce n’è davvero per tutti i gusti e per tutte le età: si riflette sulla violenza sulle donne, si raccontano figure e personaggi particolari, si parla di erotismo e di grandi amori trasgressivi, insospettati e destabilizzanti. Luci puntate, infine, anche sui temi della complicità femminile e della maternità, perché, riprendendo Mark Twain, “Cosa sarebbe l’umanità, signori, senza la donna? Sarebbe scarsa, signori, terribilmente scarsa”.

Chiara Cecchini