Da Roma al Polo Sud, viaggio nell’Antartide (FOTO)

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La mostra “Da Roma al Polo Sud”, esposta da lunedì al 16 febbraio alla S.T. foto libreria galleria, ruota attorno all’archivio fotografico di Elrich B. Kusch, grande giornalista europeo nato a Triste nel 1930 ma cresciuto in Germania, corrispondente dall’Italia per diverse testate tedesche e presidente per molti anni dell'Associazione della Stampa Estera.

Il corpus dell’esposizione è costituito in parte da materiale di agenzie di stampa nazionali e internazionali e in parte da istantanee scattate dallo stesso Kush e ruota principalmente attorno al lungo viaggio al Polo Sud che il giornalista fece nel 1961 al seguito della spedizione “Deep Freeze”, nell'ambito del Programma Antartico degli Stati Uniti.

Le fotografie di Kusch raccontano la vita quotidiana all’interno della stazione di McMurdo, una base scientifica e logistica tuttora attiva nelle missioni in Antartide.

L’altro grande polo fotografico della mostra sono le immagini di Roma, la città in cui Kusch si trasferì all’inizio della sua carriera per poi rimanervi per il resto della vita e alla quale ha dedicato anche due guide turistiche.

Oltre alle foto, l’esposizione comprende anche stralci di corrispondenza, estratti di cartelle stampa, articoli di giornali e altre pubblicazioni editoriali, frutto dell’accurato lavoro di raccolta di Kush. Tra le rarità bibliografiche collezionate dal giornalista c’è ad esempio un volume scritto per le prime famiglie che a metà anni Settanta si trasferirono nel centro residenziale di Milano2, progettato dalla Edilnord di Silvio Berlusconi, con testi di Natalia Aspesi, Enzo Siciliano, Gianni Brera: un prezioso manuale d’istruzioni per i fortunati protagonisti del “nuovo miracolo italiano” venduto dal Cavaliere.

Nel corredo del buon giornalista dell’era predigitale non poteva mancare poi un magnetofono con cui Kusch impresse su nastro le voci di alcuni fra i maggiori protagonisti della vita politica italiana (negli spazi della galleria risuonano infatti quelle storiche di personaggi come Berlinguer e Pertini, registrate sulla bobina). La mostra raccoglie e preserva uno straordinario archivio che è insieme privato e professionale, e dal quale emerge la vocazione di Kush a raccontare, esplorare e capire la realtà che lo circondava, in un contesto come quello della galleria mirato al recupero e delle immagini del passato.

Chiara Cecchini