“High Five” – THE ANTHEM

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Spesso nell'ascoltare album di gruppi emergenti, specialmente quelli di lunga durata, si arriva alla fine dell'ultimo brano con quella sensazione di liberazione, per il fatto che magari la band in questione si sia dilungata un po' troppo. O semplicemente, perchè i pezzi non sono buoni. Se vi trovate di fronte ad “High Five” dei romani The Anthem dimenticate tutto quello che avete appena letto. Parliamo di una band dal sound maturo, dalle più che discrete esperienze dal vivo (sono stati recentemente in tour in Europa e sono tuttora impegnati in giro per l'Italia con Electric Diorama e Vanilla Sky) e in grado nonostante la giovane età di tirar fuori un disco capolavoro (pubblicato sotto etichetta Nerdsound Records per l'Italia e Bullion Records per il Giappone) adatto particolarmente a chi ama l'orecchiabilità, le cosiddette “easy songs” piene di spensieratezza e il modern punk di origine statunitense.

Draw You Over” è la buonissima apertura di un album di undici tracce carico di riferimenti al Nord America (ritmica, melodia, ritornello, struttura e “who oh oh” usati spesso anche dai canadesi Simple Plan). Ancor di più è la successiva “Cambodia”, che ha quel ritornello che entra prepotentemente in testa senza volerne uscire e sembra esser stata scritta al termine del più classico party estivo in una villa di Los Angeles (o casa, dipende dai soldi…). Si continua a respirare l'aria della costa occidentale degli States con “Aeroplane”, dove i controcanti alla voce principale infilati in chorus e bridges fanno la differenza. Per la serie “Inzeppamento Always Wins”. Già dopo i tre pezzi comunque l'intento è chiaro: i The Anthem vogliono penetrare nei cervelli delle persone e metterle in condizione di canticchiare le loro canzoni per tutto il giorno. In “Michael Cardigan” si abbassano leggermente i toni rispetto alla spruzzata di vitalità dei precedenti, ma non si perde quello spirito di allegria, serenità e, come detto, spensieratezza (ottimo tra l'altro il ritornello, segno che la band sa come e dove colpire il pubblico).

Call Me Wheever”, nulla di particolare, spiana la strada ad un'altra traccia forte dell'album, la canzone che porta il titolo stesso del disco e di cui è stato recentemente pubblicato il videoclip su YouTube: “High Five” è una ballad spaventosamente bella, emozionante, ben costruita, da pianto disperato se ascoltata quando si è un po' giù di morale. E nemmeno rispecchia l'essenza più pura del progetto, allontanandosi dal punk. Non a caso è stata scritta per la perdita di cinque amici della band. Ad ogni “presa a male” poi deve sempre corrispondere una “presa a bene”: e così dopo “I Need A Comeback” (dal ritornello più di stile inglese che americano) tornano le giornate soleggiate in spiaggia, le bevute al tramonto intorno a un falò in California, i party, gli scherzi. In parole povere, la serenità di “Friends Stealing Girlfriends” (nonostante il titolo) e la “Maxi Presa A Bene” di “Mexican Standoff”, durante cui i The Anthem fanno comparire un pianoforte che arricchisce il sound elettrico nella parte iniziale, per un pezzo inaspettatamente orientato verso Messico e in parte Giamaica.

“Fico” è ciò che mi è balenato nella mente all'ascolto del penultimo brano, “Finger Lickin' Good”, senza troppi perchè; a chiudere un album registrato benissimo ci pensa “The Best Is Yet To Come”, altra bella canzone di cui è in circolazione il video su Internet e che vede la collaborazione alla voce del cantante-bassista degli amici-concittadini Hopes Die Last, Becko (chissà se nel bridge metalcore, per niente vicino alle sonorità caratteristiche dei The Anthem, ci sarà stata la sua impronta). Il disco, come già detto, merita davvero di essere valorizzato (e comprato). Ora, la domanda è: saranno così bravi anche dal vivo? Il cantante arriva a prendere delle tonalità molto alte in parecchi tratti. Se anche in versione live dovessero rendere ed emozionare come nel loro “High Five” non vedo perchè sui palchi mondiali dovrebbero esserci i Blink 182, per niente impeccabili sullo stage (eccetto il drummer Travis Barker) e non loro. Intanto, il biglietto da visita che lasciano con questo lavoro è davvero notevole.

 

TRACKLIST

1 – Draw You Over

2 – Cambodia

3 – Aeroplane

4 – Michael Cardigan

5 – Call Me Weever

6 – High Five

7 – I Need A Comeback

8 – Friends Stealing Girlfriends

9 – Mexican Standoff

10 – Finger Lickin' Good

11 – The Best Is Yet To Come

Marco Reda

http://www.wearetheanthem.com/The Anthem sito ufficiale

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http://www.nerdsound.com/ NerdSound Records sito ufficiale

http://www.ulf.co.jp/bullion/Bullion Records sito ufficiale

High Five” official videoclip