I Pink Floyd ispirano il teatro di Longoni: in scena l’amore diviso dal Muro del carcere

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La canzone più famosa dei Pink Floyd, “The Wall”, dà il titolo a quella che il suo autore ha definito «una piccola opera rock» dura e allo stesso tempo romantica. Stiamo parlando de “Il muro”, pièce scritta da Angelo Longoni che racconta la prigione non in quanto luogo di coercizione ma come vero e proprio stato d’animo. Perchè la vera galera, spiega ancora Longoni, «non e essere dentro… E’ avercela dentro».

In scena oggi per un’anteprima davvero speciale, un private show presso la casa circondariale di Rebibbia, lo spettacolo sarà poi in cartellone al teatro Lo Spazio dal 22 gennaio al 10 febbraio, interpretato da Ettore Bassi ed Eleonora Iovine.

Sullo sfondo delle canzoni del celebre gruppo britannico di Roger Waters – eseguite dalla band SoundEclipse – prende vita sul palco una complicata, divertente e appassionata storia d’amore tra un uomo e una donna, messa a repentaglio dall’improvvisa incarcerazione di lui, uno dei tanti incriminati dell’amministrazione pubblica italiana.

Colpevole? Innocente? Non è questo il punto che vuole affrontare il testo. Piuttosto a essere approfonditi sono i temi della segregazione, della sopraffazione e di quella sospensione di contatto con il mondo che provoca un’esperienza come il carcere. Il senso di colpa, lo scontro con la società, il perdono, il riscatto e l’accettazione dei propri errori sono dunque i temi e i punti cardine attorno ai quali si snoderà l’intera vicenda, con i testi dei brani dei Pink Floyd – tratti da “The Wall”, “Division bell” e “Animals” – a porre l’accento sui momenti clou della rappresentazione, in forma esclusivamente poetica o accompagnati dall’arrangiamento dei SoundEclipse.

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