Sport, poetica e fenomenologia

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Città del Messico, 10 ottobre 1968. A due giorni dall’inizio dei giochi olimpici, sulla pista del velodromo della capitale, un ventisettenne corridore danese, Ole Ritter, sta provando a realizzare il record di una vita: infrangere in sella alla sua bici il muro dei 48 km e 93 metri in un’ora stabilito l’anno prima a Roma da Ferdinad Bracke.

Allo scoccare del sessantesimo minuto la distanza percorsa da Ritter è di 48 km e 653. Un’impresa cui il regista Jørgen Leth dedicò sei anni dopo il documentario “The impossible hour”. Da quella pellicola che celebra “il più nobile, difficile record che possa essere fatto su una bicicletta”, il Macro prende in prestito il titolo per la sua rassegna di documentari, cortometraggi e video sullo sport a cura di Giovanni Giaretta che si conclude domenica 17 febbraio.

Nove proiezioni (fra le quali il mediometraggio di Leth) in sette appuntamenti, con sette registi internazionali, per indagare fenomenologia e poetica dello sport: dal ciclismo, all’hockey, alla corse automobilistiche, alla corrida.