Il dolore di Tommy e le emozioni degli animali

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Ha commosso l’Italia intera la storia di Tommy, il cane che da due mesi a questa parte si reca nella chiesa di San Donaci in provincia di Brindisi attendendo sul sagrato o sotto l’altare il ritorno della padrona morta.

Se ne sono occupati giornali e programmi tv e la domanda è sempre la stessa: gli animali provano davvero emozioni? Il caso di Flo e Flint, due scimpanzé mamma e figlio studiati dalla primatologa Jane Goodall, risolve il dubbio: alla morte per vecchiaia della mamma, il figlio Flint resta accanto al corpo di Flo lasciandosi morire di dolore. Una storia struggente che avvalora la tesi della relazionalità emotiva negli animali.

Recentemente la filosofa americana Martha Nussbaum ha posto particolare attenzione su questo tema nel suo libro “L’intelligenza delle emozioni” che mette a confronto diverse teorie come quella dello stoico Crisippo (281-208 a.C.) che non credeva che gli animali potessero provare emozioni, e quella recentissima di Pitcher il quale è riuscito ad instaurare una particolare empatia con la cagna Lupa che aveva perso fiducia negli uomini a causa di maltrattamenti.

Probabilmente aveva ragione Aristotele quando chiamava gli “animali” in questo modo proprio perché possiedono un’anima. Non ci resta che sperare che anche l’anima afflitta del nostro Tommy trovi serenità e sollievo.

Elisa Isoardi