Raindance Festival, il laboratorio del cinema europeo

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Al via oggi al Kino di via Perugia la prima edizione italiana del “Raindance festival”, omonimo della celebre rassegna cinematografica londinese ideata da Elliot Groove a sua volta alter ego europeo del “Sundance” di Robert Redford.

Dedicata a corti, lunghi e documentari low budget o addirittura no budget, la kermesse è diventata negli anni non solo la vetrina della produzione indipendente del vecchio continente ma anche il suo laboratorio più affidabile, sigillo quest’ultimo conferitole proprio dal fondatore Groove, che quando lanciò per la prima volta l’iniziativa dalle parti di Sua Maestà coniò lo slogan, tutt’ora in auge, «Non insegniamo film-making, noi facciamo filmmakers».

E in effetti la programmazione della versione capitolina del festival lo dimostra, intrisa com’è fino al 27 gennaio di corsi, incontri e workshop oltre che ovviamente di una selezione di pellicole in proiezione. Sarà Groove in persona a inaugurare la settimana di eventi presso la sala Bistrot del locale del quartiere Pigneto. Stasera, alle 18.30, va in scena infatti “99 minutes film school”, incontro a ingresso gratuito nell’ambito del quale il filmmaker britannico offrirà consigli e trucchi del mestiere a chiunque abbia in mente di fare un film. Da come trovare una sceneggiatura fattibile, al reperimento di cast e troupe, a come far circolare l’opera, Groove cercherà di fornire tutte le informazioni necessarie per lanciare il proprio prodotto cinematografico.

A margine di questo primo appuntamento ci saranno poi anche i due workshop a pagamento tenuti sempre dall’inglese (info all’indirizzo www.ilkino.it o alla mail info@ilkino.it) intitolati “Lo to no budget film making”, 24 e 25 gennaio, e “Writing for low budget films”, sabato 26. Quanto invece ai film proposti in rassegna – tutti naturalmente rispondenti all’idea della “sceneggiatura prima di tutto” (e quindi dei pochi soldi a disposizione) – sono cinque quelli selezionati da Groove, che verranno accompagnati giorno per giorno da corti e documentari altrettano originali.

Questi i titoli: “Strings” di Rob Savage (in programma stasera, ore 20.30): l’opera prima di un promettentissimo regista diciottenne inglese, Rob Savage, che racconta la storia della relazione impulsiva e distruttiva tra una studentessa tedesca in Erasmus in Gran Bretagna e un suo coetaneo britannico; “Trashed” di Candida Brady, autentico viaggio (condotto da Jeremy Irons) alla scoperta delle dimensioni globali del problema dei rifiuti, in quelle zone in cui l’afrore e la contaminazione sono arrivati al parossismo; “Indebted- Pystyssa di Márton Jelinkó, film che descrive il brutale meccanismo dei prestiti illegali che affligge un paese affascinante e poco conosciuto come la Finlandia; “Ballroom dancer” di Christian Bonke e Andreas Koefoed, che descrive profondamente il senso di delusione e di fallimento di una ballerina alle prese con la sua ultima, improba sfida; e “Jason Becker: not dead yet” di Jesse Vile, che narra la vita e la forza d’animo del protagonista del titolo, affetto dal morbo di Lou Gehrig.

Il calendario completo sul sito del Kino.