Alberto, Boni, Haber e il quadro della discordia

0
31

Un’esilarante storia di amicizia maschile è in scena all’Ambra Jovinelli da stasera al 10 febbraio. Scritto dalla scrittrice francoiraniana Yasmina Reza, l’autrice di “Carnage”, “Art” racconta i rapporti e le disavventure di tre amici interpretati da attori eccezionali del calibro di Gigio Alberto, Alessio Boni e Alessandro Haber (diretti da Giampiero Solari).

Tutto parte da un episodio semplice, davvero insignificante, che va però a incrinare il rapporto d’affetto e di quasi fratellanza che da sempre lega Serge, Marc e Yvan, i protagonisti della pièce. Serge infatti, facoltoso appassionato di arte contemporanea, acquista per una cifra stratosferica uno strano dipinto del maestro Antrios: di fatto una grossa, immacolata tela bianca. Subito gli amici cercano di fargli capire che sulla tela in realtà non c’è proprio nulla, ma Serge si ostina a vederci un vero e proprio quadro astratto fatto di linee cangianti (nient’altro che le trame della tela stessa).

Proprio come in “Carnage”, anche qui comincia un autentico gioco al massacro che però prende il via dalle reazioni esagerate ed esasperate di ognuno dei tre amici dinnanzi alla – presunta – opera d’arte appena comprata da Serge. Una discussione che presto scatenerà un flusso inarrestabile di violenza e disperazione. Il testo della Reza, scritto nel 1994, prende come spunto il discorso sull’arte per mettere in scena una satira della nostra società. Sul palco, dunque, ecco svelarsi le dinamiche psicologiche di un trio di uomini all’apparenza affiatatissimo ma che in realtà cova da parte di ciascun membro egoismo, meschinità, desiderio di prevaricazione e soprattutto solitudine (e non è un caso che nessuno di loro riesca a mantenere relazioni sentimentali stabili).

«All’amicizia maschile, sentimento generalmente considerato così puro, così autentico, così naturale, goliardicamente semplice, anche così sacro, specie in Italia, viene data una bella scartavetrata da questa autrice francese, Yasmina Reza», spiega il regista Solari, per il quale Yasmina Reza fa emergere «come il bisogno di affermare se stessi per dare una ragione al proprio esistere sia alla base di tutti i rapporti umani». Nota a margine: quello che sulla carta può sembrare un dramma, nella realtà teatrale si svolge incessantemente a colpi di battute, fra gag al limite della realtà e situazioni istericamente comiche (le stesse che hanno già fatto la fortuna dello stesso “Carnage”).

Chiara Cecchini