Per Marco Travaglio, \’\’È Stato la Mafia\’\’

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Marco Travaglio e  noto per le sue abilissime ricostruzioni giornalistiche di fatti noti e meno noti della politica italiana, capace di scavare nelle pieghe delle verita  ufficiali con dovizia di particolari e verve narrativa. Ha infervorato platee intere con i suoi interventi televisivi, ma anche altri linguaggi gli appartengono, come quello teatrale, dell’inchiesta recitata. Dopo il notevole riscontro di pubblico di “Promemoria” e “Anestesia Totale”, il giornalista torinese sale nuovamente su un palco romano con “E’ stato la mafia”. Al Gran Teatro di Largo Sandro Ciotti, in data unica stasera, il vicedirettore de Il Fatto Quotidiano racconta della trattativa tra lo Stato e la Mafia avviata nel 1992 dopo le stragi che hanno insanguinato l’Italia e protratta, dice Travaglio, fino ad oggi.

Con le letture sceniche di Isabella Ferrari – già al suo fianco in Anestesia Totale” – tratte da brani di politici e intellettuali come Calamandrei, Pasolini, Gaber, Pertini e Flaiano, Travaglio parte dalla campagna mediatica sulle intercettazioni delle conversazioni dell’ex ministro Mancino con il presidente Napolitano.

Furono indebite interferenze o fu il desiderio delle massime cariche dello Stato di garantire la pace sociale? Sulla lettura del significato di questo si scandisce il dibattito di oggi fra partiti e visioni diverse. Comunque la si pensi, resta il valore affabulatorio di Travaglio, che ricostruisce una vicenda dolorosa del nostro Paese a partire dalle reazioni delle istituzioni. A ben vedere, il vero pregio dei lavori teatrali di questo genere non sta tanto nella lettura della realta  che forniscono, quanto nella capacita  di portare l’attenzione del grande pubblico – quella vera, che tocca le corde delle emozioni – su intricate questioni di politica istituzionale che, in una trattazione accademica, scalderebbero il cuore solo dell’accademico. Appuntamento alle 21. Prezzo del biglietto da 17 a 31 euro.

Daniele Stefanoni