Valerio Mastandrea fa il botto a teatro

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Due maxi scooter si scontrano in un incidente di notevole gravità, uno va distrutto e l’altro si riduce a un groviglio di lamiere. Nella più remota e desolata delle periferie romane, tra il raccordo anulare e il nulla più totale, non ci sono passanti né soccorritori. Gli autori del gran “botto”, entrambi sulla quarantina, si riprendono lentamente dopo l’incidente e restano lì in attesa dei soccorsi, dei soccorsi necessari e impellenti: dei soccorsi che non arriveranno mai.

La nuova piece di Mattia Torre, dopo dieci anni dal debutto con Valerio Mastandrea, riporta il bravo attore romano sul palco dell’Ambra Jovinelli (piazza Guglielmo Pepe, 43/ 47) insieme a Valerio Aprea con “Qui e ora”, da stasera al 3 marzo).

«Racconta lo scontro tra due individui sopravvissuti a un incidente – spiega l’autore e regista – nel loro scontro si esprime il cinismo e il senso di lotta dell’Italia di oggi, questo paese sempre idealmente a un passo dalla guerra civile, in cui la cattiva amministrazione finisce per generare sfiducia non solo nei cittadini verso le istituzioni, ma anche tra cittadini e cittadini, in un clima sempre più teso e violento, che trova il suo apice nella grande città».

I protagonisti sono vittime che si trasformano in antagonisti, l’uno nei confronti dell’altro, ciascuno con il proprio universo interiore. «Vittime della ferocia dei nostri tempi, si riconoscono come nemici: il primo ha di sé l’immagine di un uomo straordinario, ma non lo è; l’altro saprebbe accontentarsi della propria ordinarietà, ma non lo farà», spiega ancora Torre.

La parola è la vera risorsa espressiva di questo spettacolo, come Torre d’altronde ci ha gia  abituato fin dal riuscitissimo monologo “Migliore” di dieci anni fa, con protagonista Mastandrea, oltre che nelle sezioni di “The Show must go off” con Serena Dandini e nella serie tv da lui ideata “Boris”. Quanto a Mastandrea, classe 1972, dopo l’esordio quasi per caso al Maurizio Costanzo Show, è iniziata una carriera luminosissima che lo ha reso la voce disincantata dei nostri tempi, senza intellettualismi ma con un sano senso della realta  piu  concreta, aspra. I film che lo hanno coinvolto sono tantissimi, alcuni di spessore sociopolitico come “Il Caimano” di Moretti o “Un giorno perfetto” di Ozpetek.

Daniele Stefanoni