La voce di Noa canta Napoli: «E’ come Israele»

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Nata a Tel Aviv da una coppia di ebrei yemeniti. Fuggita dai 2 ai 17 anni a New York a causa delle ostilità createsi dopo la proclamazione dello Stato d’Israele. Tornata in patria alle soglie della maggiore età («non sapevo più chi ero. Ero bianca ero nera. Chi ero?»). Costretta a prestare due anni di servizio militare («Sola col mio fucile sotto il letto»). Poi il desiderio di cantare. E la libertà ritrovata. La felicità. I tanti concerti al fianco del chitarrista Gil Dor.

E l’approdo in Italia, scelta da Roberto Benigni per “Beautiful that Way”, tema principale della colonna sonora del film “La vita è Bella". E’ da allora, era il 1997, che Noa è la voce (che voce) della musica del mondo. Che è la voce (che voce) della pace, e del dialogo, e dei popoli tutti con tutte le loro culture e le loro tradizioni così diverse e poi così uguali quando a cantarle ci si mette lei.

Domenica sera, alla Sala Santa Cecilia dell’Auditorium, Noa farà diventare un unica terra anche il Medio Oriente e il sud Italia, rendendo omaggio – con i brani dell’album “Noapolis”, accompagnata dall’immancabile Gil e dal Solis String Quartet – alla canzone d’autore napoletana, alle villanelle del ’400 e alle composizioni di Roberto Murolo. Perchè Israele, è tale e quale a Napoli, dice Noa: «Tante persone in una piccolissima area, popoli migranti che trovi ovunque nel mondo, salpati per mare sui “bastimenti” per scampare alle guerre, agli incendi, ai saccheggi, ma con il pensiero comunque sempre rivolto alla propria casa. Con la voglia sempre ’e turna!».

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