Marinetti e i Futuristi, ritratto di famiglia

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La Galleria Russo ospita fino al 15 marzo la mostra “Marinetti chez Marinetti”, dedicata alla collezione di opere del fondatore del Movimento Futurista, curata da Maurizio Calvesi con testo critico in catalogo di Beatrice Buscaroli.

Un ciclo di quaranta opere – con capolavori di Luigi Russolo, Tullio Crali, Fortunato Depero, Ardengo Soffici, Rougena Zátková, Antonio Marasco, Gino Galli, Renato Di Basso e Mino delle Site – fra cui a spiccare è il famoso quadro “La famiglia Marinetti” del maestro dell’aeropittura Gerardo Dottori, recentemente esposto anche alla Galleria d’Arte Moderna capitolina.

Ed è un vero e proprio “ritratto di famiglia”, anche quello che ha voluto ricostruire il curatore Calvesi nelle sale di via Alibert, spinto dal ricordo di quando incontrò Marinetti e i suoi cari nel 1941, durante una serata futurista al Palazzo delle Assicurazioni di Piazza Venezia. «Ho davanti agli occhi quel “ritratto di famiglia”, che rivedo, ringiovanito solo di qualche anno, nel bel dipinto di Dottori del 1930-1932, dove alle figure del padre, della madre e delle due sorelle era stata aggiunta, come avvolta in una simbolica placenta, la terza, la neonata Luce», ricorda.

Il dipinto ora fa parte di questa mostra «che raccoglie materiali futuristi, inediti o editi ma comunque mal conosciuti, conservati in casa Marinetti, grazie all’adesione entusiasta di Francesca Barbi, figlia di Luce (ahimè scomparsa nel 2009, proprio nel centenario della nascita del Futurismo) e all’industriosa iniziativa del gallerista Fabrizio Russo». Il percorso comprende lavori provenienti anche da altre collezioni come il “Ritratto della Signora Cragnolini Fanna” di Umberto Boccioni (dalla collezione di Margherita Sarfatti) e due quadri di Giacomo Balla provenienti direttamente da casa Balla come “Balfiore: rose” e “Petunie”, oltre a due disegni di Carlo Erba (“Ritratto della madre Giuditta” e “Ritratto di Filippo Tommaso Marinetti”).

Fra le opere esposte ci sono il ritratto di Benedetta Cappa, moglie di Marinetti, fatto da Giacomo Balla, “Sole Marinetti” della Zátková, il “Marinetti ferito” dei fratelli Francesco e Pasqualino Cangiullo, il poco noto ritratto Marinetti realizzato da Leo Longanesi, due ritratti di Aldo Palazzeschi di Ardengo Soffici e anche alcune celebri tavole parolibere dello stesso Marinetti, insieme a due opere di Benedetta, “Ironia” e “Luci + rumori di treno notturno”.

Chiara Cecchini