Sanremo, croce per Crozza e delizia per Fazio

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E anche la 63esima edizione del festival di Sanremo è archiviata. Già prima che iniziasse, le critiche erano accese sulla scelta dei big: ritenuti big da classifica ma non da Sanremo, senza aver dato tempo ai cantanti di esprimersi.

Un Festival definito diverso dal solito, che sicuramente ha dissacrato tante liturgie a partire da quella del conduttore e la valletta. Prima di quest'anno infatti ogni festival che si rispettasse doveva avere come minimo due vallette per conduttore e io mi son sempre chiesta: ma l'uomo in mezzo a due dame non fa la figura del salame? Mah, evidentemente no.

Quest'anno invece ci sono stati due conduttori (o una comica e la sua spalla o un conduttore ed una comica): maschio e femmina allo stesso livello, con lo stesso ruolo! Evviva! Questo si che è un bel traguardo visto che siamo giunti alla 63esima edizione ed è il 2013! Curioso anche il modo di affrontare il festival.

Fazio di una serenità senza eguali come se fosse stato nel salotto di casa sua a presentare i cantanti alla zia e allo zio seduti sul divano, punzecchiandosi di quando in quando con la moglie, in questo caso la Littizzetto. E visti gli eccezionali ascolti, questa formula ricca di alchimia ha funzionato! In platea e a casa si sono divertiti, gli ascolti lo confermano.

L'unica nota un po' stonata è stata quell'attimo di adrenalina che ha coinvolto suo malgrado il pur buon Crozza: si poteva immaginare che avrebbe fatto satira politica, insomma non inviti Crozza a parlare del ripieno degli agnolotti, ma quello è un palco che non perdona, non è come a teatro che la gente paga per ascoltarti, lì pagano per vedere il Festival e non è neppure come in tv a Ballaró dove non c'è diritto di replica. No, il palco dell'Ariston è severo e bastona e a volte bisogna saper superare anche i momenti più difficili, quelli in cui la gente "avvelenata" come dice Fazio, non ce la fa più della politica e ti fischia.

Peccato che Crozza sia riuscito a superare questa dura prova solo grazie all'aiuto di Fazio. Non vorrei esser stata al suo posto. 

Elisa Isoardi