Baustelle, il Fantasma dell’Auditorium

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Sull’onda del successo di un album molto atteso, “Fantasma”, il sesto della loro carriera, arrivano stasera all’Auditorium Parco della Musica (Sala Santa Cecilia, ore 21) i toscani Baustelle. Il disco di Francesco Bianconi e soci, composto da diciannove tracce, compresi brevi temi musicali di raccordo, con tanto di titoli di testa, intervallo e titoli di coda, è stato inciso a Montepulciano, paese d’origine della band, utilizzando l’imponente struttura della Fortezza Medicea.

«E’ una produzione singolare – ha detto il leader dei Baustelle – ed è stato anche un lavoro gigantesco del quale forse ci rendiamo conto solo adesso a prodotto finito. Un’opera fatta come si faceva una volta: abbiamo deciso di fare un disco in cui l’orchestra sinfonica fosse l’elemento centrale, e per questo abbiamo cercato di curare di più la qualità del suono registrandolo con tecniche piu da musica classica che da musica leggera». L’orchestra di cui parla Bianconi è la FilmHarmony di Wroclaw/Breslavia (Polonia), luogo dove i Baustelle (in tedesco “lavori in corso”) si sono trasferiti per le registrazioni.

Dal vivo suoneranno insieme all’Ensemble Simphony Orchestra, formazione che nasce in seno all’Orchestra Sinfonica di Massa e Carrara. Oltre ad alcuni successi del passato, quali “Charlie fa surf”, protagonisti del concerto (che è andato sold out) saranno tutti i brani del nuovo album, fra cui “La morte (non esiste più)”, singolo di lancio, “Cristina”, la romanesca “Contà l’inverni” e l’intensa “Monumentale”, anima di un album che parla soprattutto del concetto di morte. «Spesso nel mondo che abbiamo costruito, i cimiteri sono meno nefasti e simboli di morte di altri luoghi non cimiteriali», spiega ancora Bianconi. «La morte e i simboli di morte scandiscono la nostra vita tutti i giorni, senza che ce ne rendiamo conto, quindi a volte una passeggiata in un cimitero, come puo  essere il Monumentale di Milano, e assolutamente piu benefica e slegata dal concetto di morte di tante altre esperienze di vita».

Un disco raffinato e colto, quello di Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini: uno dei lavori più riusciti della musica italiana degli ultimi anni per cura delle melodie e peso specifico dei testi, presentati però senza supponenza. «E’ difficile dare delle ricette, preferiamo sollevare molti dubbi» ama ripetere la band.

Simone Fattori
(ha collaborato Marta Cagnola)