Giobbe Covatta l\’ambientalista

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Giobbe Covatta torna sul palco con i numeri. Dopo il “7” dei sette vizi capitali e il “30” degli articoli della carta dei diritti dell’uomo, il comico tarantino porta in scena il “6”. Al Sala Umberto (Via Della Mercede 50) da stasera al 17 marzo diventa protagonista uno dei numeri piu  significativi della simbologia tradizionalista.

Ma il 6 richiama anche altro, e  la crescita in gradi centigradi della temperatura del pianeta Terra. Lo spettacolo di Covatta immagina il futuro in diversi periodi storici, quando la temperatura terrestre sara  progressivamente cresciuta fino al massimo di 6 gradi. Figli e nipoti erediteranno il pianeta: in che condizioni glielo lasceremo? Sono i modelli matematici che parlano chiaro, i nostri successori avranno gravi problemi da affrontare, dalla sovrappopolazione all’ambiente e all’energia. La via d’uscita – pare spiegare Covatta – e  l’ingegno dell’uomo, il suo senso di responsabilita e la capacita  di guardare avanti.

Così, la verve del comico, testimonial di AMREF e Save the Children, immagina invenzioni stravaganti che potrebbero essere messe a punto dai posteri per recuperare la situazione. Il meglio sono i personaggi comicissimi che ne vengono fuori, a volte un po’ arrabbiati con noi per come gli abbiamo lasciato la situazione ambientale. Ironia e satira sono gli ingredienti essenziali della formula di Covatta, che riesce a portare l’attenzione sui grandi temi del mondo contemporaneo, come la sostenibilita  del Pianeta e le relazioni tra i popoli. Proprio qui sta la chiave del successo del Giobbe nazionale.

Non e tanto il suo stile scanzonato, e nemmeno il suo rapporto diretto con il pubblico, quanto invece la sua capacita  di far ridere e riflettere insieme. Come alcuni dei piu  grandi comici italiani, Covatta sa mettere in comunicazione la pancia con la mente degli italiani. Raccontati da lui, i problemi del pianeta smettono di essere una questione accademica e si rivelano per quello che sono, la reale urgenza di noi tutti, da affrontare subito e con coscienza.

Daniele Stefanoni