Recuperati tesori archeologici inestimabili. Bray: «Riformare il reato»

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Oltre 3.000 reperti archeologici e 23 urne etrusche recuperate. Dopo un lungo periodo di indagini, i carabinieri del comando per la Tutela del patrimonio culturale hanno restituito alla collettività un patrimonio di inestimabile valore, mostrato alla caserma La Marmora di Roma, alla presenza di Massimo Bray, ministro per i Beni e le Attività culturali, e del generale di brigata Mariano Mossa, comandante dei Carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale.

«Il ritrovamento – ha spiegato Mossa – è frutto di due anni di attività investigativa, partita dopo un sequestro di una piccola testa in travertino bianco e una fotografia di un'urna etrusca a carico di un uomo, siciliano, ben noto nel mondo del commercio illecito di beni culturali. Fondamentale è stato il contributo del professore Gabriele Cifani dell'università di Tor Vergata, i cui studi hanno indirizzato le indagini, anche dopo pedinamenti e osservazioni, fino a Perugia. Lì, in un cantiere edile, sono stati scoperti dei reperti che la società di costruzioni stava cercando di nascondere, per rivolgersi poi al mercato clandestino. In tutto sono state cinque le persone denunciate per ricerche illecite, impossessamento e ricettazione di beni culturali».

Le opere, di epoca ellenistica tra il III e il II secolo a.C., sono per lo più urne in travertino bianco umbro, decorate ad altorilievi con scene di battaglie, tauromachie, fregi e raffigurazione del mito di Ifigenia. Considerate dagli esperti «il più importante recupero di arte etrusca», i beni appartengono a un unico contesto funerario del gruppo della famiglia aristocratica dei Cacni e rappresentano i modelli per la successiva arte funeraria romana.

«Con il successo dell'operazione finalmente ricevo una notizia positiva, è il ritrovamento più importante degli ultimi trent'anni – ha detto Bray – Deve essere da stimolo per rafforzare la tutela dei beni, aumentare il controllo della circolazione internazionale dei reperti e riformare i reati contro il patrimonio culturale». (fonte dire)