Dal cervello alla pancia, un libro per mettere in ordine le emozioni

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Certe volte guardandoci attorno fatichiamo a pensare che l’essere umano sia dotato di uncervello. Per qualcuno invece ce ne sarebbero addirittura due e, fatto straordinario, non solo pensanti ma addirittura in interazione tra loro; uno in testa, l’altro… in pancia.  A spiegarcelo col libro “L’individuo e la psicologia del secondo cervello”, dalla grafica accattivante, con disegni di Sarah Todd ed edito da Autentica, è il dott.Armando Ingegnieri, psicologo clinico romano, membro del Club Unesco di Roma (sito www.icmodus.net).I fondamenti biologici sono stati confermati da ricerche neurologiche americane condotte da Michael Gershon e pubblicate in un libro del 1998. Lo studio dimostra che il sistema nervoso delle viscere sia un cervello a tutti gli effetti. Uno studio recente che conferma ciò che la sapienza popolare in un certo senso aveva già messo in luce: “Ci vuole stomaco”, “Ha il pelo sullo stomaco” (per definire quelli con uno scarso collegamento) e al contrario i ben collegati “Quando mi hai baciato ho sentito le farfalle in pancia”.Le emozioni insomma siano esse belle che brutte si trasmettono in pancia a volte con qualche disagio come lo dimostrano note malattie psicosomatiche tipo le coliti; e l’ulcera.  “Quando un individuo vive l’emozione attraverso i cinque sensi – ci racconta il dott. Ingegnieri – la memorizza attraverso delle sostanze, i neuropeptidi, che si depositano sulle cellule nervose delle viscere.  I nostri vissuti sia belli che brutti vengono memorizzati in chiave emotiva nel Secondo Cervello e da lì influenzano la logica ovvero il cervello della testa; questa Memoria del Secondo Cervello condiziona il nostro presente ed è quella la causa della coazione a ripetere, ossia il ripetere azioni ed errori abituali, e il ricreare, malgrado noi, le stesse situazioni”.  Un po’ come gli asini ci caschiamo una seconda volta. La storia non insegna e basta guardare ai dittatori che continuano a spuntare fuori nonostante sia noto che prima o poi facciano quasi tutti la stessa fine violenta, scordando persino il famoso detto :”chi di spada ferisce di spada perisce”. “L’inconscio sta nel Secondo Cervello – prosegue il dott Ingegnieri – e ha come base una matrice simile ad un’impronta genetica, che deriva dai genitori e determina se il figlio prenderà a riferimento come simbolo di sicurezza la mamma o il papà e così anche per il simbolo di affettività. In altre parole, ognuno nasce predisposto verso i due generi sessuali in modi diversi in base a questa matrice di partenza del Secondo Cervello.Attraverso il filtro di questa matrice psicologica del Secondo Cervello, ognuno di noi, sin dalla nascita, interpreta in modo soggettivo le cose che vive, e le varie emozioni, belle o brutte, vengono memorizzate, insieme agli eventi, nella Memoria del Secondo Cervello e quindi spesso rimangono a livello inconscio anche quando si fanno sentire.  Per questo spesso succede che anche un evento apparentemente banale può far traboccare il vaso portando a vivere disagio e angoscia tali da turbare il comportamento e la serenità della vita impedendo le normali attività o sfociando in malattie che apparentemente sono dovute agli organi ma in realtà hanno origine dalla psiche e generalmente dalla psiche del Secondo Cervello”. Dalla tachicardia al mal di stomaco alle coliti e alle malattie della pelle quale la Psoriasi. Tutte hanno in comune la causa scatenante in un accumulo di forti emozioni. Nelle grandi città lo stress ed il disagio aumentano e l’accumulo di emozioni negative è maggiore sommandosi a quelle che ognuno può avere già dentro di sé a causa delle situazioni di vita: i grandi spazi e la  folla eccessiva diventano il fattore scatenante del male tipico cittadino, gli attacchi di panico, ben descritti dal celebre attore romano Carlo Verdone in alcuni dei suoi film. “La vera causa che scatena l’attacco di panico – spiega il dott. Ingegnieri- è la memoria di un passato che ritorna sotto forma di una pressione emotiva interna che nasce da eventi del passato non digeriti a livello profondo. La persona colpita dalla malattia psicosomatica non è cosciente delle cause ma si fissa sugli effetti (intestinali stomaco tachicardia apparato cardiocircolatorio).Nei casi più gravi il disagio può sfociare addirittura in sintomi più gravi che banalmente vengono curati con psicofarmaci o con anni di psicoterapia. Questo libro aiuta alla comprensione di questi disturbi e dei loro perché aiutando ad allentare la pressione interna. A chi non basta il libro serve un percorso psicologico mirato alla memoria del Secondo Cervello che risolve generalmente i disturbi in tempi più brevi dei farmaci e della psicoterapia classica. La presentazione del libro si terrà venerdi 11 ottobre alle ore 18 presso l’Accademia delle Belle Arti a Roma  (Macro – ex Mattatoio) con il Patrocinio del Club Unesco di Roma e della Federart nell’ambito del programma “Arte e Psiche alla luce del Secondo Cervello”. L’arte è l’espressione più alta e sublime della memoria emotiva, di ciò che vorremmo essere o della struttura che ci fa distinguere il bello e il brutto, di ciò che ci piace o non ci piace percepito con tutti i cinque sensi e che ci può appagare o rigenerare: l’arte è la traduzione in sensi di un sentimento.