La prigione degli stranieri di Caterina Mazza

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Il libro di Caterina Mazza con prefazione di Giuliano Amato

Quindici anni fa, l’Europa in toto, alle prese con flussi crescenti di immigrazione, decise che non si poteva fare a meno dei Cie. Eppure è difficile rintracciare un fondamento costituzionale di questi istituti. Come funzionano? Quali sono le condizioni di vivibilità interna? E soprattutto, quale utilità ricoprono nel rendere effettiva la politica che ha portato alla loro istituzione? Nei centri i migranti, pur non avendo commesso alcun reato, si trovano in una condizione di privazione della libertà personale. Tuttavia, è probabile che nessuno vorrà eliminarli o riformarli fintanto che in Europa continueranno a prevalere i sentimenti autodifensivi delle comunità nazionali. L’autrice cerca di chiarire dunque se i CIE servano davvero a disincentivare gli stranieri irregolari dal permanere sul territorio nazionale; se, in termini di costi economici e umani, convengano allo Stato; e, infine, se sia possibile formulare possibili alternative.