Novant’anni d’impazienza, il libro di Raffaele La Capria

A “Più libri più liberi” il 91enne scrittore napoletano racconta la sua autobiografia letteraria

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Se, quando si mettono in fila i grandi scrittori italiani della seconda metà del novecento, insieme a Sciascia, Moravia, Calvino, Pasolini, non si include anche Raffaele La Capria è forse solo perché è ancora vivo e, come ha detto recentemente Goffredo Fofi, lotta insieme a noi. Eppure dall’alto dei suoi fantastici 91 anni, La Capria è uno dei più grandi scrittori degli ultimi decenni, e per rendersene conto basta rileggere il suo titolo più noto, “Ferito a morte”, Premio Strega nel 1961 e straordinario spaccato della borghesia napoletana del primo decennio del dopoguerra. Un libro che racconta dieci anni come se fossero una sola giornata, una bella giornata, come ama ripetere Massimo, il protagonista.

La Capria racconta «tutta la fatica che ho fatto per scrivere i miei venti libri» in una autobiografia letteraria, «un genere molto usato nei paesi anglosassoni e poco da noi». “Novant’anni d’impazienza” è la nuova edizione di “Cinquant’anni di false partenze” e comprende anche i saggi sulle opere pubblicate dopo il 2002, completando questo lungo «romanzo involontario», narrato con la profonda levità dello «stile dell’anatra». Cosa sia lo stile dell’anatra lo racconta lui stesso, compiaciuto, ad un pubblico attento ed emozionato: «Uno scrittore deve scrivere in modo molto semplice, ma non deve mai far apparire la fatica, perché per scrivere semplice ci vuole molta fatica, come l’anatra che sembra che scivoli sull’acqua e invece sott’acqua fa fatica con le sue zampette. Il problema di uno scrittore è di non far vedere la fatica».

Altra metafora utilizzata per descrivere l’arte della scrittura è quella del tuffo, e così tutto il mondo evocato da La Capria torna al mare, al suo mare, e alla città che lo circonda, Napoli. «La napoletanità è una mentalità che dà ai nostri pensieri un tono particolare» dice spesso, oppure «dicono che il mare di Napoli è oleografico, ma che importa? La bellezza è bellezza».

Ogni capitolo di questa raccolta, edita da Minimum Fax, è un’auto-recensione di un libro, ma è anche un extra straordinario sulle suggestioni e le emozioni che permeano l’opera e il periodo nel quale è nata: «come si fa a raccontare un’emozione con le parole? – si schernisce La Capria –  È da quando sono ragazzino che ci sto provando».

E ci sta riuscendo, se ancora oggi pagine scritte quasi cinquant’anni fa hanno la potenza e la musicalità che solo la grande letteratura riesce ad avere. Forse perché, come spiega ancora La Capria, «il compito dello scrittore è quello di trattare le parole come un generale fa con le sue truppe», quindi con grande disciplina. E con la stessa grande fatica che fanno le zampette dell’anatra, per far si che sembri invece che scivoli armoniosamente sull’acqua.

 

Titolo: Novant’anni d’impazienza
Autore: Raffaele La Capria
Prezzo listino: € 9,50
Editore: Minimum Fax
Data uscita: 26/09/2013
Pagine: 167

 

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