Alfonso Borghi al Chiostro del Bramante con “L’avvento della materia”

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Sarà la suggestiva cornice del Chiostro del Bramante a ospitare a Roma, da domani al 29 settembre, la mostra di Alfonso Borghi (''L'avvento della materia''), pittore annoverato tra i protagonisti dell'informale italiano contemporaneo.

Sponsorizzata da Warrant Group, società di consulenza da lungo tempo sostenitrice del lavoro del maestro con cui condivide i natali vicino Reggio Emilia, la mostra è curata da Giovanni Faccenda e presenta una selezione di trentaquattro opere, che abbraccia il periodo dal 2000 al 2013 e ripercorre la produzione dell'artista affiancando ai dipinti di dimensioni ridotte, quelli più monumentali che esaltano l'impatto emozionale all'occhio dell'osservatore.

«Correggio, piccola cittadina della provincia di Reggio Emilia, è il fil rouge che unisce Warrant Group, società di consulenza strategica da sempre impegnata in progetti volti a tutelare e valorizzare il patrimonio artistico e culturale del proprio territorio, e la figura di Alfonso Borghi, perla rara e orgoglio della nostra terra – sottolinea Fiorenzo Bellelli, amministratore delegato di Warrant Group-. Non può che essere un onore per noi sostenere un artista reggiano di fama internazionale del calibro di Alfonso, un pittore, scultore, creatore d'arte dalla vis indiscutibile, le cui opere non possono non conquistare totalmente chi le osserva per la potenza dei colori e l'energia che sono capaci di trasmettere attraverso le spatolate incisive e piene di vita».

Borghi nasce a Campegine di Reggio Emilia il 3 dicembre del '44, ed espone per la prima volta a 18 anni grazie all'aiuto di un collezionista, con il quale più tardi si reca a Parigi, dove soggiorna per breve tempo studiando in particolare Picasso e il Cubismo. Tornato a casa incontra George Pielmann, allievo di Kokoschka, e scopre attraverso l'espressionismo le possibilità della materia e della gestualità. Autodidatta, dotato di grande sensibilità e rigore tecnico, Borghi, in trent'anni ininterrotti di attività, è approdato a una sintesi pittorica di indiscutibile fascino. Passando dal figurativo morandiano dei primi anni a un surrealismo lacerante degli anni Ottanta, quindi a un astrattismo di impronta futurista del decennio successivo, Borghi è arrivato oggi a una sintesi in cui un uso sontuoso e abilissimo della materia si associa a un senso del colore di estrema e suprema sensibilità. (Dire)