Carlo Saraceni, pittore lirico e raffinato a Palazzo Venezia

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Thyssen Venus y Marte, c. 1600 - Carlo Saraceni

Per la prima volta una mostra monografica antologica, ospitata nelle sale di Palazzo Venezia, rende omaggio al pittore Carlo Saraceni detto “Il Veneziano”, illustre e raffinato interprete della cultura artistica di inizio Seicento e tra i più fedeli seguaci di Caravaggio.

L’evento “Carlo Saraceni 1579-1620. Un Veneziano tra Roma e l’Europa”, ideato da Rossella Vodret, promosso e organizzato dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma diretta da Daniela Porro, dopo anni di intenso lavoro, collaborazioni tra storici dell’arte, restauratori e un comitato scientifico internazionale, presieduto da Maurizio Calvesi, presenta al pubblico un cospicuo numero di opere, circa 60, accuratamente selezionate.

L’allestimento, curato da Maria Giulia Aurigemma, segue un percorso cronologico e al contempo tematico, corredato da saggi di studiosi. Si indaga lo sviluppo creativo dell’artista dai primi contatti con il caravaggismo ai rapporti internazionali con la Spagna, la Francia e la Germania, passando per l’entourage della sua bottega fino alle numerose committenze private e pubbliche.

Carlo Saraceni nasce e muore a Venezia. Trascorre a Roma, tra il 1598 e il 1619, gli anni più produttivi della sua breve, ma rilevante attività artistica. In quel periodo nella capitale c’è grande fermento creativo e Caravaggio è uno dei dominatori della scena.

Saraceni affascinato dalla sua figura, ne segue lo stile, ma lo reinterpreta, attenuando l’aspetto più drammatico e il forte contrasto tra luci e ombre, mediante l’uso di tonalità tipiche dell’ambiente veneziano, da cui proviene.

Mitiga la tradizione caravaggesca con quella veneta. Raggiunge così un linguaggio più temperato, intimo e poetico rispetto a quello più tragico e violento del suo modello.

L’arte di Saraceni suscita l’interesse di numerosi committenti pubblici e privati, come gli Aldobrandini, i Farnese, i Borghese, gli Orsini e di ordini religiosi. Tra questi il caso più eclatante è quello dei Carmelitani, che lo chiamano a realizzare Il Transito della  Vergine, in mostra nella prima sala, per sostituire la dibattuta Morte della Vergine di Caravaggio.

Tra le altre opere esposte a Palazzo Venezia, suggestive sono le scene mitologiche su rame, di piccolo formato, caratterizzate da un gusto raffinato e armonioso, con interessanti effetti luminosi e atmosferici, che lasciano trapelare la vicinanza con il pittore tedesco Adam Elsheimer, presente in quegli anni a Roma. A sorpresa, finora inedito, si può ammirare il Diluvio Universale, quadro riscoperto in un convento di clausura nella Penisola Sorrentina.

E’ un’opera in cui emerge la maestria del pittore nel rendere le differenti qualità di luce e nell’unire tonalità veneziane con verità caravaggesca. Altrettanto affascinanti sono le imponenti pale pubbliche del periodo maturo, dove i colori equilibrati accompagnano le azioni dei personaggi creando un profondo legame con l’ambiente, interno o esterno, in cui sono inseriti e ne accentuano la liricità compositiva.

Sicuramente l’evento è un’occasione unica e imperdibile per conoscere e contemplare il lavoro di un pittore che per molto tempo non ha ricevuto il giusto riconoscimento. Ma che invece è stato un artista di ampio respiro, capace di elaborare un linguaggio espressivo in cui convergono in armonico equilibrio tendenze nazionali e internazionali del primo Seicento.

Location: Museo Nazionale del Palazzo di Venezia
Orario: dal mart. alla dom. 09.00 – 19.00 (lun. chiuso)
Data: dal 29 novembre 2013 al 2 marzo 2014
Prezzo: € 10,00
Indirizzo: via del Plebiscito, 118 Roma
Info: 06 32810

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