Santiago Calatrava, un’archistar visionaria ai Musei Vaticani

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La Stazione ferroviaria di Zurigo, il Ponte della Costituzione sul Canal Grande di Venezia, il Ponte dell’Alamillo a Siviglia sono solo alcune delle opere del celebre, estroso, architetto e ingegnere spagnolo Santiago Calatrava. Le sue particolari architetture traggono spesso ispirazione da forme della natura che, rielaborate, diventano originali costruzioni di cemento, vetro e acciaio al limite del normale. Delle visioni architettoniche che si inseriscono nello spazio e lo plasmano, raggiungendo risultati estetico-strutturali sorprendenti. Ma Calatrava è anche pittore e scultore. È un artista multidisciplinare, aspetto messo in luce nella mostra “Santiago Calatrava. Le metamorfosi dello spazio”, visitabile fino al 20 febbraio 2014, presso gli ambienti monumentali del Braccio di Carlo Magno.

L’esposizione, promossa dai Musei Vaticani e dal Pontificio Consiglio della Cultura, propone circa 140 opere tra modelli architettonici, studi preparatori, dipinti ad acquerello, che sono delle vere e proprie creazioni autonome rispetto ai progetti stessi e sculture di diverso formato in bronzo, marmo, alabastro e legno. Si tratta di opere eterogenee, di differente matrice espressiva, attraverso le quali l’architetto interpreta e studia le forme e lo spazio, disposte secondo specifici criteri in modo da ripercorrere l’affascinante e multiforme processo creativo dell’archistar.

Ed ecco come il modello architettonico della Chiesa di St. Nicholas a New York è affiancato agli acquerelli che ritraggono i mosaici e le cupole di Santa Sofia a Istanbul, lo schiudersi di una camelia o il volto di Cristo. La torsione delle vele per il progetto del Palasport di Tor Vergata a Roma si confronta con tre dipinti di figure accovacciate, che esprimono una tensione dinamica, bilanciata e contenuta. La verticalità delle Torri di Malmö o di Chicago si riflette nell’equilibrio instabile delle sculture vicine. L’Opera House di Tenerife viene accostata ad una riflessione sul volto umano che trova completezza nelle rotondità delle sculture in marmo ed alabastro. Il movimento, come l’apertura dei petali di un fiore, guida l’ascesa di due colonne tortili in bronzo, modifica il cromatismo dei Moving Painting o misura lo spazio scavalcato dal Ponte di Buenos Aires. Il rapporto con la natura si rinnova nel momento in cui l’ardito progetto per la Cattedrale di St. John the Divine a New York si confronta con il modello della Los Angeles Chapel, una cappella dedicata al missionario padre Junipero.

L’intero percorso museale è un meraviglioso viaggio nell’ingegnoso mondo dell’architetto spagnolo.

Un ricco catalogo delle Edizioni Musei Vaticani completa l’esposizione. Il volume presentato da Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani, si avvale dei contributi di Giafranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, Antonella Greco, Professore ordinario di Storia dell’Architettura presso la Facoltà di Architettura di Roma “La Sapienza” e Micol Forti, curatore della Collezione d’Arte Contemporanea dei Musei Vaticani.

 

Location: Braccio di Carlo Magno
Orario: tutti i giorni dalle 10 alle 18; mer dalle 14 alle 18
Data: dal 5 dicembre 2013 al 20 febbraio 2014
Prezzo: ingresso gratuito
Indirizzo: piazza San Pietro, Roma
Info: +39.06.69884095

 

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