Josh Smith l’americano e il barocco romano al Macro

La mostra in esposizione dal 5 giugno al 20 settembre 2015

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No, non è il cestista della NBA che milita negli Houston Rockets. Ma col giocatore di basket condivide nome, nazionalità (statunitense) e sicuramente, molto presto, anche la fama. Parliamo di Josh Smith che, dal 5 giugno al 20 settembre 2015, approda al Macro Testaccio con la sua prima mostra personale in un museo italiano.

L’ARTE DI JOSH SMITH –
Nato nel Tennessee nel 1976 ma residente a New York, Smith presenta la sua personalissima ricerca basata su tecniche come la pittura su carta, il collage, l’incisione e l’edizione di libri d’artista, che considera a tutti gli effetti delle opere in sé.

L’ESPOSIZIONE – La mostra è concepita come un’antica quadreria, che riunisce un centinaio di dipinti dello stesso formato, realizzati per l’occasione, che ricostruiscono la multiforme personalità dell’artista, attivo dal 2003. Una sorta di omaggio all’opulenza e al fasto del barocco romano, che permette al pubblico di approfondire i diversi aspetti della pittura di Josh Smith. Partendo da una riflessione legata al proprio nome, l’artista produce una serie di opere, utilizzando tecniche diverse, dall’olio all’acrilico, dall’acquarello all’incisione, costruendo dei veri e propri assemblaggi di forme e colori, spesso ispirate ad immagini o a tematiche figurative. È una pittura che unisce l’energia cromatica e gestuale dei maestri dell’arte statunitense, da De Kooning a Guston fino a Schnabel o Basquiat, con uno studio profondo della storia dell’arte europea, intrisa di riferimenti a Paul Cezanne o Kurt Schwitters. Attento studioso di grafica e di editoria, ha dedicato una importante parte della sua produzione alla creazione di libri d’artista.

AUTORIALITÀ E SERIALITÀ – La mostra documenta le diverse fasi del suo lavoro, che indaga il rapporto tra autorialità e serialità attraverso le serie dei Name Paintings – speculazioni formali attorno ai caratteri J,O,S,H,S,M,I,T e H -, gli Abstract paitings , i Collages e i Palette Paintings, eseguiti con un procedimento legato alla pulizia dei pennelli. Opere realizzate negli ultimi sei anni, dal 2009 al 2015 (di cui un importante nucleo inedito) che risentono di una tradizione astratta che ha origine negli anni Ottanta, in linea con artisti come Terry Winters, Albert Oehlen e Christopher Wool, tra i primi a spingere il gesto pittorico verso una produzione seriale. Inoltre gli Stage paintings, con la loro struttura minimalista si accompagnano ad un centinaio di sgabelli da bar, suddivisi tra i due padiglioni, che permettono ai visitatori di sedersi per cogliere con più attenzione i dettagli dell’arte di Josh Smith. L’esposizione è visitabile dal martedì alla domenica, dalle 16 alle 22. Biglietti da 6.50 a 8.50 euro.

 

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