La mostra di Botero: “Via Crucis” a Roma

È aperta fino al 1 maggio e ospita 63 opere del noto artista colombiano fra dipinti e disegni

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Fernando Botero mostra Via Crucis la passione di Cristo Palazzo delle Esposizioni Roma

Fino al 1 maggio 2016 Palazzo delle Esposizioni a Roma ospita la mostra “Via Crucis, la passione di Cristo” di Fernando Botero. Sessantatré opere realizzate dal noto artista colombiano, oggi 83enne, ripercorrono le quattordici stazioni della Via Dolorosa e arrivano nella Capitale dopo esser state esposte in tutto il Pianeta, da New York a Medellín, da Lisbona a Panama.

“VIA CRUCIS”, LA MOSTRA: UN CORTO CIRCUITO A ROMA

La mostra “Via Crucis, la passione di Cristo” presenta 27 dipinti a olio e 36 disegni, realizzati tra il 2010 e il 2011, che ripercorrono gli ultimi giorni di Cristo, uno dei grandi temi dell’iconografia sacra fin dal Rinascimento. Un tema che, come spiega il pittore, “in seguito cominciò a essere via via meno frequente e che al tempo della rivoluzione francese era praticamente scomparso. Una bellissima tradizione iconografica in cui gli artisti mescolavano realtà quotidiana e storia. Mi sono preso la stessa libertà di mescolare certe realtà latinoamericane col tema biblico”. La rassegna riflette sul dramma della passione e morte di Cristo. “Ho realizzato questa serie – spiega Botero – perché descrive un momento fondamentale della vita di Gesù. Non ci sono elementi satirici in questo lavoro che è pervaso di grande rispetto”. Le 63 opere rappresentano, nella carriera dell’artista, una svolta che non ne mette in ombra il tratto originale e caratteristico ormai celebre. Tra i segni distintivi dei lavori, l’inconfondibile uso del colore che carica le tele di una seducente bellezza. Proprio come nei suoi dipinti della prigione di Abu Ghraib, queste opere trasmettono pathos ed emozione. Crudeltà e dramma si espandono in forme rassicuranti, solide. E il corto circuito è assicurato.

CHI È BOTERO: BIOGRAFIA E OPERE

Pittore e scultore, Fernando Botero è famoso per le sue figure floride e opulente, deformate al limite del grottesco. Nato a Medellín, in Colombia, nel 1932, è oggi uno degli artisti più famosi al mondo. Talento precocissimo, già a 16 anni pubblica illustrazioni per il principale giornale della sua città natale. A 20 arriva secondo al IX Salone degli artisti colombiani è investe i soldi del premio in un viaggio studio in Europa. In Spagna visita il Museo del Prado di Madrid, a Parigi si dedica all’arte d’avanguardia, mentre in Italia resta folgorato dalle opere del Rinascimento italiano, soprattutto di Giotto e di Andrea Mantegna dei quali riprodurrà diverse opere. Ovviamente, col suo inconfondibile stile. Il primo dei suo tre matrimoni arriva a 23 anni quando sposa Gloria Zea, futuro ministro della cultura in Colombia. Divorzierà da lei cinque anni dopo. Uno dei tre figli nati dalla loro unione, Fernando Boero Zea, diventerà ministro della difesa. Gli altri due, Juan Carlos Botero e Lina Botero Zea, saranno rispettivamente uno scrittore e una presentatrice televisiva. Nel 1958 vince il primo premio all’XI Salone degli artisti colombiani ed espone a Washington alla Gres Gallery. Nel 1961 il MoMA, Museum of Modern Art di New York, acquista il suo “Monna Lisa all’età di dodici anni”. Nel 1964 sposa Cecilia Zambrano. Nel 1966 arriva la sua prima mostra personale in Europa, in Germania e, nel ’69, quella in Francia. Il divorzio con la sua seconda moglie arriva nel 1975, a un anno dalla tragica morte del loro figlio di quattro anni, Pedro, scomparso nel ’74 in un grave incidente stradale nel quale Botero stesso era rimasto ferito. Negli anni Ottanta acquista con la sua terza moglie, l’artista greca Sophia Vari sposata due anni prima, una casa in Italia a Pietrasanta, in provincia di Lucca, nella cui piazza Matteotti si staglia ancora “Il Guerriero” bronzeo e panciuto dell’artista, mentre, davanti alla chiesa di Sant’Agostino, troviamo il suo gattone obeso e baffi ispidi. Ma le sue opere si trovano nelle più famose vie e piazze di tutto il mondo. Dagli Champs-Élysées di Parigi alla Grand Avenue di New York, dal Paseo de Recoletos di Madrid alla Plaza del Comercio a Lisbona, in Piazza della Signoria a Firenze e perfino davanti alle piramidi del Cairo. Nella città di Monterrey, in Messico, ha presentato per la prima volta la sua collezione “Abu Ghraib”: dipinti che rappresentano gli orrori della guerra tra Stati Uniti e Iraq e le torture avvenute nel noto carcere. Un grande Gatto in bronzo è esposto nel quartiere El Raval di Barcellona mentre a Medellin si trova l’enorme “Cabeza”. Splendida, ovviamente, anche la sua rappresentazione della “Via Crucis” che ha sede al Museo di Antioquia di Medellin e che si trova in questi giorni a Roma.

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