Van Gogh, quel borderline bisognoso d’affetto raccontato dalla danza

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Ispirato dalla tesi del medico chirurgo Renzo Ovidi, secondo il quale Vincent Van Gogh, notoriamente considerato un pittore pazzo morto suicida, in realtà non era quel folle che la storia ci ha presentato bensì un uomo affetto da sindrome carenziale affettiva di probabile origine familiare, il coreografo Loris Petrillo crea il suo nuovo spettacolo utilizzando la danza come mezzo espressivo in grado di suscitare emozioni.

La lettura clinica del dottor Ovidi e quella poetica e teatrale del regista e drammaturgo Massimiliano Burini sono state rielaborate da Petrillo, attraverso la fisicità dell’unico performer in scena, in una sequenza di quadri coreografici e teatrali, ognuno dei quali rievoca un sentimento o uno stato patologico del pittore: la sindrome depressiva generata dal forte bisogno di affetto; la ricerca di comunicazione con suo fratello Theo; la vocazione alla professione di predicatore; l’angoscia e l’inquietudine che trasformano egli stesso in un corvo; l’entusiasmo del periodo luminoso e bucolico ad Arles; lo scompenso morale che lo conduce in una strada tortuosa fatta di crolli, collassi e cadute morali; l’autolesionismo come incapacità di subliminare la propria sofferenza; la totale crisi personale che lo condurrà alla scelta estrema di morire.

Lo spettacolo “Van Gogh” va in scena mercoledì 27 e giovedì 28 novembre al Teatro Vascello.

 

Location: Teatro Vascello
Orario: 21.00
Data: dal 27 al 28 novembre 2013
Prezzo: da 12 a 15 euro
Indirizzo: via Giacinto Carini 78, Roma
Info: +39 06.5881021

 

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