Blocco ricoveri, ancora protesta

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E' ormai esasperata, ma più che mai solida e compatta, la protesta del personale sanitario contro il decreto della Polverini che prevede numerosi tagli ai servizi ospedalieri e una sensibile riduzione dei posti letto nei reparti presi di mira. Ieri mattina davanti all'ospedale di Velletri hanno manifestato numerosi addetti ai lavori, dai tecnici agli infermieri ed ai primari, uniti in questa battaglia per difendere i diritti e la dignità dei lavoratori e degli utenti a cui nuoce gravemente la riorganizzazione prevista dal ministro.

 

Diverse sono le strutture che partecipano all'iniziativa, come ad esempio l'ospedale di Rocca Priora, Albano, Marino, Genzano e Frascati, oltre all'azione sindacale di Cigl, Cisl e Uil che interverranno in modo significativo al corteo-sciopero del 14 gennaio che partirà da piazza Sabatini ad Albano e raggiungerà la Asl dove manifesterà a gran voce per dire no al blocco dei ricoveri, alla disattivazione dei posti letto e alla carenza di personale infermieristico.

 

«E' un nostro dovere difendere l'ospedale di Velletri affinché non venga declassificato e salvaguardare i pazienti rendendo possibili i ricoveri necessari e assicurando loro i posti letto in qualsiasi specialità attiva nei presidi medici» dice il rappresentante della Uil sanità, Enzo Pucci. Dello stesso avviso è anche Luca Biserna, coordinatore Rsu: «L'azienda che dirige la rete ospedaliera regionale non garantisce i diritti contrattuali dei lavoratori sia del nostro settore che di quello amministrativo e degli utenti che ne pagano le conseguenze con un servizio insufficiente e insostenibili ritardi. La nostra non è infatti una lotta riservata, ma comune. Rivendichiamo lo sblocco dei ricoveri e l'attivazione di sale operatorie. Questo ospedale non va sottodimensionato, ma potenziato. Il pronto soccorso, i laboratori di analisi, i reparti stanno subendo dei disagi enormi e noi scioperiamo per ottenere quell'attenzione che meritiamo».

 

Una situazione, quella della sanità a livello regionale, ma anche a livello nazionale, che va prontamente risolta, per il bene di tutti: pazienti, cittadini e operatori del settore.