La Capitale degli sfratti

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Roma è la città italiana nella quale vengono emessi il maggior numero di sfratti: negli ultimi due anni sono aumentati del 15,2% e i provvedimenti esecutivi sono stati 8.729. Nel complesso a Roma, secondo le stime del Sunia, le famiglie in affitto sono più di 350.000 su un totale di quasi 900.000 persone e occupano il 25% delle abitazioni della città e l'83% delle abitazioni in affitto della regione.

Ma il fenomeno è destinato a crescere ulteriormente. Infatti la maggior parte delle famiglie in affitto ha figli adulti e continua a crescere il fenomeno migratorio che si rivolge al mercato dell'affitto. I canoni da pagare sono altissimi. A Roma un appartamento di dimensioni medie in zona semicentrale costa mediamente 5.150 euro al mq. Mentre il valore medio per un alloggio di 80 mq è di 1.300 euro mensili. Ma i costi cambiano a seconda delle zone. In centro l'affitto di un monolocale può essere anche di 1.085 euro mensili e di 980 euro a Monteverde. Mentre per un trilocale a Flaminio – Parioli, nel Municipio II, si può arrivare a pagare 1.685 euro mensili e in centro anche oltre 1.920 euro.

Nelle zone periferiche della città i prezzi scendono. I valori minimi si hanno nel Municipio VIII, X e XX dove vivere in un monolocale può costare circa 640,00 euro al mese e a Ostia dove il valore di un trilocale può valere anche 980 euro. Ma anche negli affitti più bassi, le attuali offerte del mercato sono incompatibili con le condizioni di reddito delle famiglie. Gli affitti possono essere pagati agevolmente solo nel caso di redditi superiori a 40.000 euro annui mentre nei grandi centri urbani un quarto delle famiglie in affitto percepisce meno di 10.000 euro e il 77%% non arriva a 20.000 euro. «La situazione sta diventando sempre più drammatica – osserva Piero Ranieri, segretario generale Sunia di Roma e Lazio – a risentirne maggiormente sono le fasce più deboli: gli anziani, le famiglie monoreddito, gli studenti fuori sede.

Le cartolarizzazioni hanno tolto decine di migliaglia di appartamenti che non sono stati sostituiti da nulla, in un paese dove l'edilizia pubblica è ridottissima». La difficile situazione romana è stata aggravata anche dall'enorme ritardo dell'erogazione del fondo sociale per gli affitti, unico ammortizzatore sociale: le risorse del 2008 destinate a 12 mila famiglie sono state stanziate a fine dicembre 2010 per il ritardo del trasferimento del denaro dalla Regione al Comune e potrà coprire solo il 60% del fabbisogno. Per il 2009 il Comune deve ancora emettere la graduatoria provvisoria. E in futuro sarà peggio ancora visto che il fondo è stato tagliato del 77% rispetto alle disponibilità del 2010.

«Nel frattenpo intere famiglie sono trascinate in strada da un giorno all'altro – commenta Sandro Licheri, segretario provinciale Sunia – stiamo sollecitando le istituzioni e il prefetto di Roma a prendere provvedimenti. Dopo la scadenza il 31 dicembre della sospensione degli sfratti il problema rischia di diventare di ordine pubblico».