Nella Valle dei Latini progetti fermi al 2007

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Un proposito di belle speranze e niente più. E' rimasto solo un progetto sulla carta quello del distretto agroenergetico della Valle dei Latini. Dal 2007, anno della costituzione, a oggi, nulla o poco si è fatto per la riconversione di quella Valle del Sacco devastata dal Betaesaclorocicloesano. All'inizio si parlava di coltivazione di girasoli per la produzione di biomasse ma i terreni individuati nell'area di Gavignano non avevano le giuste caratteristiche zootecniche. Si è provato così con i pioppi e il risultato sembra riuscito.

Oggi esistono centinaia di piante nell'area di tutela ma di riconversione energetica neanche l'ombra. I fondi tardano ad arrivare e non esiste una filiera produttiva riconosciuta. Anche le più semplici operazioni di potatura sembrano ormai abbandonate. Il risultato è un buco nell'acqua, con alcun beneficio per l'"ex Valle del Sacco". Eppure gli strumenti ci sono. Sono appena dieci mesi che è nata una società di gestione ma nessuno oggi sembra essersene accorto, se non qualche allevatore o amministratore locale.

Non c'è traccia di progetti di riconversione. A confermarlo è lo stesso presidente Giuseppe Sardone che attende le prime disposizioni dal nuovo commissario del- l'Arsial Erder Mazzocchi. «Il cambio di vertice nella società regionale ci costringe a un nuovo rallentamento – spiega il presidente. Ancora una vota siamo bloccati dalla burocrazia. Non abbiamo alcuna disposizione amministrativa e soprattutto nessuna risorsa da mettere a frutto per la soluzione di tutte le problematiche che ormai sono di dominio comune; senza fondi non possiamo più illudere i cittadini, gli allevatori e gli agricoltori della Valle del Sacco. Ho dovuto anche interrompere la prima fase di ascolto degli allevatori – continua Sardone – e le relazioni con tutti gli interlocutori istituzionali interessati, per l'impossibilità di dare inizio alla fase esecutiva. Mi auguro si possa rimettere subito mano ai progetti già avviati in modo da poter operare in maniera concreta».

Il prossimo 3 febbraio è convocata la prima assemblea dei soci anche alla presenza del socio di maggioranza Arsial. «Da questa riunione dovremmo sapere qualcosa in più sul futuro della nostra società – dice Sardone. Si deve continuare a credere in questo progetto di tutela per il bene di tutti i cittadini di questo territorio».