Roma saluta l’alpino caduto

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L’ennesimo “ultimo saluto”, stavolta al giovane alpino Luca Sanna. Serio, come sempre silenzioso. La chiesa di Piazza Esedra, affollata e commossa, la presenza delle tante autorità, primo tra tutti il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e di tanti commilitoni.

Il clima, composto e orgoglioso. Roma ha salutato quest’oggi un altro militare morto nella guerra in Afghanistan, una “missione di pace” che sta lasciando un segno profondo non solo nelle famiglie delle vittime ma in tutto il Paese.

Ancora una volta le parole di Monsignor Pelvi accompagnano l’ultimo saluto alla vita terrena di un ragazzo italiano, mentre la giovane moglie non riesce a nascondere il dolore e tutti cercano una spiegazione a un’altra morte difficile da comprendere.

"Nessuno dei nostri militari vuole fare l'eroe – dice il religioso -. Tutti vogliono tornare a casa dalle loro famiglie e dai loro amici. Ma tutti non esitano a porre a rischio il proprio futuro, sapendo che possono dare la vita o rimanere segnati. Questo è il vero eroismo quotidiano della famiglia militare".

L’ordinario militare nella sua omelia tenta ancora di aiutare a capire: "A Luca non è stata rubata la vita, perché egli l'aveva già donata. E anche noi non ci faremo rubare la speranza, non ci strapperanno l'amore per i più deboli e la fiducia nel popolo afgano, nonostante questa ennesima ferita. E' l'Amore che genera la speranza, che ci è stata consegnata dall'Innocente tradito".

La preghiera dell’Alpino ha concluso un’altra triste cerimonia. All’uscita da Santa Maria degli Angeli un enorme applauso della folla astante ha salutato per l’ultima volta la salma di Luca Sanna, diretto a Samugheo, in provincia di Oristano. (5web)