Colleferro, Secosvim bonificherà l\’area Arpa2

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Sarà la Secosvim a eseguire la bonifica dell'area Arpa 2 di Colleferro. L'ufficio commissariale per l'emergenza della Valle del Sacco ha raggiunto un accordo con la società per la stesura e realizzazione di un progetto di risanamento dell'area colleferrina colpita dall'inquinamento. Entro fine mese dovrebbe essere tutto pronto per l'avvio della conferenza dei servizi dove si discuterà insieme agli organi regionali e provinciali le misure cautelari per l'avvio dell'ultima fase del piano di bonifica.

«Nel giro di poco tempo termineremo anche la bonifica dell'Arpa 1 e del Benzoino, dove i lavori stanno procedendo a un ritmo serrato – spiega il sub commissario per l'emergenza Pierluigi Di Palma. Contemporaneamente stanno procedendo anche le analisi sui campioni di cittadini residenti sulle sponde del fiume Sacco – continua. Abbiamo diverse indicazioni anche dalla Regione sul nuovo piano di monitoraggio e posso tranquillizzare tutti che l'adozione del piano sta volgendo a termine nel migliore dei modi».

Resta più complessa la soluzione della vicenda di qualche mese fa in un'area al di fuori della perimetrazione dove sono state individuate tracce di betaesaclorocicloesano. L'ipotesi più accreditata al momento resta quella del riporto di terra contaminata, ma tecnici specializzati stanno approfondendo le analisi per capire l'esatta origine del problema. Ma se la bonifica procede, secondo il subcommissario, a ritmo serrato, tutto resta ancora fermo sul piano del rilancio economico dell'area. Persi ormai i 70 milioni di euro per la reindustrializzazione del sito, destinati circa un anno fa dalla Regione all'emergenza lavorativa, anche la promettente Valle dei Latini sembra destinata a scomparire.

Da circa dieci mesi si è costituita una società di gestione per il sostegno alle attività zootecniche ma tardano ad arrivare i fondi della Regione. Del suo futuro, e non solo, se ne discuterà il prossimo 3 febbraio in Regione alla presenza del nuovo gruppo dirigente dell'Arsial, un'occasione per capire quanti fondi ci sono per l'attività di riqualificazione, unica speranza di salvezza per agricoltori e allevatori colpiti dal disastro ecologico.