Baracche e clochard, ancora roghi a Castelfusano

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Due clochard gravemente ustionati e tre deceduti. L'inverno non è ancora finito e il bilancio provvisorio per il Municipio XIII è quantomeno allarmante. Mai come quest'anno. Mentre il ricordo di quel rogo del 26 dicembre 2008, in cui morirono una giovane mamma rumena e il suo bimbo, ancora riecheggia nella memoria, domenica si è verificato l'ultimo, ennesimo incendio nella pineta. Le fiamme della miseria, quelle scaturite dalla necessità impellente di riscaldarsi, inevitabili.

Il rogo, scoppiato in un canneto vicino a via dei Pescatori, ha provocato due feriti gravi, due senzatetto polacchi, soccorsi e ricoverati all'ospedale Grassi con ustioni anche sul 50% del corpo. Una zona, quella adiacente alla pineta di Castelfusano, già interessata da diversi sgomberi effettuati dalle forze dell'ordine. Interventi forse poco utili, a questo punto, visto che le tendopoli, puntuali, ricompaiono come funghi in altre zone verdi. Tra dicembre e gennaio a Ostia, tre i clochard uccisi dal freddo, dagli stenti.

«Questa emergenza nel nostro Municipio non è una novità, ma i provvedimenti dell'amministrazione non sembrano essere adeguati. – sottolinea Antonio Caliendo, consigliere municipale del Partito Democratico – Avevo anche denunciato che il numero verde annunciato dal XIII e che serviva a segnalare situazioni di difficoltà, non risultava attivo, almeno nel primo periodo del progetto». Il Municipio dal 1° dicembre scorso ha fatto partire il piano contro l'emergenza freddo che consiste nella pubblicizzazione delle strutture di accoglienza del territorio e nell'attivazione di un pulmino "solidale" che in questi mesi ha pensato a portare coperte e pasti caldi ai clochard del litorale.

«Ci sono già tante altre associazioni che offrono questo tipo di assistenza – continua Caliendo – come Alternativa onlus. Ma le soluzioni che dovrebbe prospettare il XIII sono altre. Prima tra tutte garantire l'ampliamento della struttura della Caritas nel Vittorio Emanuele, che po-rebbe così offrire più posti letto alle persone in difficoltà. Inoltre, avevo proposto personalmente, lo scorso autunno, prima dell'arrivo del freddo, un progetto che è rimasto inascoltato. Sappiamo tutti che la maggior parte dei senzatetto vive nascosta nela pineta di Castelfusano, quindi avevo proposto, sia in consiglio municipale che nelle commissioni, la realizzazione di una tendopoli attrezzata da posizionare in zona piazzale Colombo: un luogo dove accogliere o assistere la marea umana che occupa la pineta e insieme, magari, riuscire a indirizzarli verso sistemazioni più adeguate.