Chiude la caccia con un altro ferito grave

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Si chiude oggi con un'altra vittima la stagione venatoria laziale, segnata da una sequela di incidenti di ogni genere. A fare il bilancio è la Lega per l’abolizione della caccia, che solo nell’ultimo anno ha registrato nel Lazio 35 morti e 74 feriti tra i cacciatori e altre 14 persone estranee alla caccia colpite fortuitamente da proiettili o pallini mentre effettuavano un’escursione o raccoglievano funghi.

L’ultima vittima è arrivata proprio oggi, primo febbraio: un cacciatore di 54 anni è stato ferito nel corso di una battuta di caccia alla volpe ai Castelli romani, nella  zona di Rocca Priora. L’uomo, colpito da un compagno di caccia 27enne  è stato trasportato all’ospedale di Frascati e poi a Roma al Forlanini, e non è in pericolo di vita.

Il fenomeno, diffuso in tutta Italia, vive anche nel Lazio una vera emergenza. Le associazioni attive nella difesa degli animali e quelle ambientaliste, dall'Enpa alla Lipu, da Legambiente a Wwf, sono concordi nel denunciare le continue violazioni e gli abusi che verrebbero praticate da molti cacciatori. Nel Lazio la stagione venatoria, dopo il ricorso al Tar, è stata ridotta, dando seguito in sostanza alle avvertenze dell’Ispra, l’ente pubblico che nelle sue linee guida ha richiesto espressamente la riduzione delle stagioni venatorie nelle varie regioni per rispettare le diverse specie animali coinvolte.

A sottolineare l’urgenza di provvedimenti concreti in materia è intervenuta anche la ministra Maria Vittoria Brambilla che ha chiesto «L'abolizione dell'art. 842 del codice civile che attribuisce ai cacciatori la facoltà di accesso nei fondi privati, in violazione del diritto di proprietà privata garantito dalla costituzione». (5web)