Rom, il Pd chiede un consiglio straordinario

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«Sull'emergenza Rom Alemanno ha fallito», dopo la tragedia il Partito Democratico attacca il sindaco senza mezzi termini. Del disastro «Alemanno deve assumersi tutta la responsabilità politica», e il gruppo consiliare del partito democratico chiede la convocazione di un Consiglio straordinario. Il primo responsabile dei micro – campi abusivi, per il Pd, è proprio il sindaco con la sua politica «fatta di spot in base alla quale le comunità venivano sgomberate, senza che fossero previste alternative».

Per il Pd le cifre parlano da sole: i micro campi abusivi passano da 60 nel 2008 ai 209 stimati nel settembre del 2010, i campi semi attrezzati da 15 a 13, quelli re- golari attrezzati restano 7. A Casilino 700, si tentò un primo sgombero (150 persone) a luglio del 2009. Poi la stessa comunità Rom, arrivata a 500 persone, fu nuovamente sgomberata per due volte in 48 ore: l'11 e il 12 novembre 2009. Il risultato è che la quasi totalità della comunità fu dispersa per Roma. Dopo la chiusura di Casilino 900 le persone vengono trasferite nei campi Salone, Candone, Gordiani e Camping River, che vengono sovraffollati con un peggioramento delle condizioni di vita dei Rom e dei cittadini dei dintorni. 

Ora Alemanno chiede poteri speciali, ma per il Pd, «ci sono già, con la nomina del Commissario straordinario del maggio 2008». Così come ci sono già i 30 Mln di cui il sindaco oggi fa richiesta. Dai dati dell'audizione del Senato del 23 febbraio 2010, riportano i democratici, risulta che per il piano nomadi a Roma sono stati stanziati 30.838.840 euro.

E sulle risorse il Pd chiede chiarezza: «per conoscere come è stata pagata la vigilanza privata attivata tra aprile e dicembre 2009, per i lavori di in una serie di campi, abbiamo fatto un'interrogazione», racconta il consigliere Daniele Ozzimo. «E' ora di cambiare pagina», chiede il Pd che avanza le sue proposte: «blocco degli sgomberi, gruppi elettrogeni per il riscaldamento in tutti i campi, anche se abusivi, e rifornimento di acqua da parte dell'Acea».

 

Francesca D'Amico