Ostia, il dissesto di Lungomare Lutazio Catulo

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Quando il Lungomare di Ostia inghiottirà cabine o, peggio, qualche malcapitato automobilista, qualcuno potrà dire "l'avevamo detto". Peggiorano di giorno in giorno, di mareggiata in mareggiata le condizioni del tratto di costa adiacente lo stabilimento de La Vecchia Pineta. Lo scorso novembre si era verificato il primo cedimento. I

l mare ha eroso la spiaggia fino a scavare sotto le strutture balneari e, infine, sotto l'asfalto del Lungomare Lutazio Catulo. I dissesti del marciapiede erano talmente evidenti che i Vigili Urbani e il Municipio XIII erano stati costretti a tran- sennare l'area, impedendo il transito ai pedoni, costretti a camminare ora pericolosamente sulla strada pur di farsi una passeggiata sulla litoranea di Ostia. A quasi quattro mesi dai primi segni di crollo, nessun intervento, e intanto la situazione si è fatta più grave. Nel bel mezzo del marciapiede è comparsa, ovviamente, la prima voragine: il manto di asfalto è crollato facendo emergere tubazioni e terra, oltre ad una sdraio.

Tre metri almeno di profondità circa per due di ampiezza: allarmante soprattutto la facilità con cui il marciapiede si è ripiegato su se stesso, dimostrando come la stabilità di cabine e lungomare siano seriamente a rischio. I podisti e frequentatori della zona segnalano però un altro dettaglio altrettanto inquietante. In più di un'occasione ignoti hanno tolto le transenne posizionate a protezione dell'enorme buca: il pericolo che qualche ciclista o pedone non scorgano la voragine e ci finiscano dentro, è un rischio concreto.

Difficile credere che si aspetti la realizzazione del wa- terfront per riparare un danno simile che certamente non può essere rattoppato con un po' di asfalto. Rappresenterebbe un aiuto concreto l'avvio del ripascimento che, come minimo, proteggerebbe, con il gettito di sabbia, le strutture balneari da ulteriori attacchi dell'erosione marina. Ma anche sul fronte interventi a difesa della costa, tutto è fermo in attesa del bando e dello stanziamento di fondi da parte della Regione Lazio. 

 

Valeria Costantini