Frascati, il pd punta sulle quote rosa

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Congelata da un mese e mezzo, la Giunta comunale di Frascati dovrebbe (il condizionale è sempre meno pressante) essere oggetto di un paio di ritocchi nei prossimi giorni. I nomi destinati a lasciare l’Esecutivo restano quelli di sempre: Paolo Ciuccoli (Moderati), assessore all’Ambiente e alla Viabilità e Danda Tavani (Pd), assessore alla Cultura, alla Scuola e al Turismo.

Proprio attorno al nome dell’unica donna della Giunta Di Tommaso scoppia il caso ‘quote rosa’. Una connotazione che rende ancora più complicato l’intero quadro nel quale, come noto, domina il contrasto tra il sindaco e il suo partito, il Pd. Pur restando nel campo delle ipotesi, dal momento che di ufficiale continua ad esserci solo il congelamento della Giunta (del quale mai il sindaco ha parlato ma che tutti gli assessori conoscono bene), se veramente il primo cittadino dovesse alla fine decidere di estromettere la Tavani dalla Giunta per far largo ad un esponente della corrente di Franco Posa (l’indiziato principale è Gianpaolo Senzacqua) la reazione del Pd potrebbe essere vibrante.

E portare dritto dritto fino al Tar del Lazio. Secondo quanto recita lo statuto comunale, infatti (articolo 2, comma 5) il sindaco è tenuto a garantire all’interno della propria squadra di governo cittadino una minima quota femminile: se, quindi, la Tavani è destinata a lasciare la propria poltrona, al suo posto dovrà essere comunque nominata una donna. Ma chi?

L’altro nodo da sciogliere è quello della presidenza della multiservizi municipale, la Sts. Con Roberto Mastrosanti destinato a lasciare l’incarico nei prossimi due mesi (l’esponente dei Moderati è dato per certo in Giunta al posto di Ciuccoli), a quanto risulta lo stesso Di Tommaso avrebbe proposto la poltrona a vari esponenti del Pd, attraversando tutte le correnti e le anime del partito ricevendo però – dai ‘coraggiosi’ al pedutiani, dagli astorriani ai ponziani – una serie di ‘no grazie’. Su questo punto, insomma, il Partito democratico non è disposto a scendere a patti. Né a barattare un proprio assessore per la presidenza della Sts.

 

Marco Caroni