IV/Rom, lunedì si decide sul futuro del centro a via Salaria

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Tutto rinviato a lunedì pomeriggio, quando il Consiglio del Municipio IV si riunirà nuovamente per affrontare lo scottante tema del centro d'accoglienza dei rom in via Salaria, 971. La discussione sulla mozione presentata da tutte le forze politiche d'opposizione sulle ricadute del piano nomadi capitolino sul territorio del Municipio IV è stata chiesta dal gruppo consiliare del Pdl per dare modo al Presidente Cristiano Bonelli di venire a riferire in aula sul tema.

«Siamo estremamente preoccupati delle condizioni dei padiglioni in cui sono ospitate le famiglie provenienti da campi di tutta Roma – hanno dichiarato in una nota a margine del Consiglio i capigruppo d'opposizione Paolo Marchionne (Pd), Romeo Iurescia (Idv) e Michela Pace (Sel)- che non garantiscono alcuna sicurezza alle 380 persone attualmente alloggiate, gran parte delle quali minori. Inoltre sembra che quello che doveva essere un centro transitorio per l'accoglienza sia diventato nei fatti un campo stanziale, viste le istanze di ricongiungimento familiare fatte da diverse persone all'in- terno della struttura, e la tendopoli spontanea presente alle spalle del complesso di via Salaria messa su da quanti aspettano di ricostituire il proprio nucleo familiare».

Una situazione che rischia di diventare preoccupante, pensando che la stessa Amnesty International aveva lanciato sul tema una petizione internazionale, per il mancato rispetto dei diritti umani nella struttura del Comune. «Mentre Bonelli lancia proclami verso il sindaco, che un anno fa aveva promesso di smantellare il centro di via Salaria, vorremmo – hanno aggiunto i capigruppo Paolo Marchionne (Pd), Romeo Iurescia (Idv) e Michela Pace (Sel) – che la questione sia affrontata con serietà e coerenza, perchè la propaganda della campagna elettorale deve lasciare posto ai fatti. In tal caso siamo disponibili a spiegare le nostre proposte a Bonelli, che in merito versa in un grave stato confusionale, viste le sue ultime dichiarazioni sulle strutture di via della Cesarina e Salaria».

 

Lorenzo Rossi