Degrado e vecchie carrozze: la Roma-Nord per il Pd

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Da piazzale Flaminio a Sacrofano, da Riano a Castelnuovo di Porto, da Morlupo a Rignano Flaminio sono diversi gli scali ferroviari dove ieri mattina, dalle 6, si e' svolta la manifestazione, organizzata dal Partito Democratico della Provincia di Roma, insieme ai circoli territoriali, per dire no al definanziamento della linea ferroviaria Roma- Civita Castellana-Viterbo da parte della Regione Lazio. A partecipare al volantinaggio molti esponenti del Pd provinciale e regionale come Bruno Astorre, Amalia Colaceci, Tonino D'Annibale, Daniele Leodori, Carlo Lucherini, Esterino Montino, Ruggero Ruggeri. 

 

Una stazione di scambio malridotta, dove manca anche una saletta d’attesa. Così versava ieri la stazione di Morlupo. Alle 6.30 la Flaminia da Roma e fino e oltre Riano, era un solo serpentone di automobili dirette verso la Capitale per lavoro. Alle 7, con i pullman Cotral, sono iniziati ad arrivare centinaia di studenti diretti a Roma. «Questi ragazzi del 2011, hanno a disposizione la stessa ferrovia del 1932» – ha denunciato ieri Esterino Montino.

 

«Da allora è cambiato poco se non il fatto che i cinque comuni interessati dal mancato raddoppio della tratta, in tutto 23 chilometri, nell’ultimo decennio hanno visto triplicare la popolazione residente». «Il potenziamento e l’ammodernamento della linea Roma Nord – ha spiegato Leodori, coordinatore del Pd provinciale – è stata considerata opera strategica dalla precedente Giunta Regionale, che ha ottenuto fondi per circa 272 milioni di euro. Si tratta infatti di un'area dove la popolazione residente ha conosciuto una forte espansione mentre le infrastrutture per la mobilità risultano ancora inadeguate.

 

I pendolari attendono quest'opera ormai da tempo e il definanziamento del progetto, con l'annullamento della gara da parte della Giunta regionale, è una vera doccia fredda per migliaia di persone; una scelta, quella della Regione Lazio, – sottolinea Leodori –  non legata all'aeroporto di Viterbo, visto che l'ammodernamento dell'infrastruttura aveva l'obiettivo, non rimandabile, di fornire un collegamento veloce tra l'area flaminia in forte sviluppo e la Capitale.