Gioco d\’azzardo e droga: chiusi 3 locali

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Texas hold’em, poker live, black jack, roulette e fishes, anche con la partecipazione di minori, con tanto di bancone per la somministrazione di cibi e bevande all’interno di un locale registrato come associazione culturale. Droga nel guardaroba e in altri punti di alcuni locali controllati, mentre altro stupefacente è stato trovato addosso ad un’addetta al guardaroba. E ancora molestie all’interno di un albergo.

E’ questa la sintesi delle motivazioni alla base dei provvedimenti di chiusura di tre diversi esercizi commerciali adottati dal questore di Roma Francesco Tagliente nelle ultime 48 ore. I provvedimenti interdittivi sono scattati nell’ambito di una rete di controlli attuati dalla polizia Amministrativa e dai commissariati di zona della questura per la verifica del rispetto delle norme di settore. Nel primo caso la “bisca-casinò” clandestina è stata scoperta nel quartiere Salario-Parioli, dove dietro l’etichetta di un’associazione culturale un pregiudicato romano aveva allestito una vera e propria attività dedita al gioco d’azzardo.

All’interno i poliziotti hanno trovato banconi attrezzati per il tradizionale gioco del poker e della roulette, ma anche per il texas hold’em. Non mancavano le fiches, ma soprattutto, tra i clienti non mancavano minorenni, che a conclusione dei riscontri del caso sono stati riaffidati ai genitori. Oltre alla difformità legata alla qualifica formale del locale rispetto al tipo di attività effettivamente svolta, è stata contestata al gestore anche la mancata esposizione della tabella dei giochi proibiti, nonché dell’alcoltest previsto dalla legge. Per il locale è scatta la cessazione dell’attività. Analoga sorte è toccata ad un locale notturno della zona di Casilino, in via Torre Spaccata.

Questa volta il provvedimento interdittivo è stato adottato sulla base del sequestro di hashish effettuato lo scorso fine settimana nell’ambito di un controllo congiunto del commissariato Casilino e della polizia municipale. In particolare gli agenti avevano trovato droga in diversi punti del locale, tra cui il guardaroba, mentre altro stupefacente è stato trovato negli indumenti della addetta allo stesso guardaroba. La cessazione dell’attività è stata quindi disposta per altri due locali in zona S. Paolo. Anche in questi casi il provvedimento del questore è stato adottato in base alla identificazione all’interno degli stessi di diverse persone pregiudicate, tra cui anche alcune trovate in possesso di sostanza stupefacente.

La sospensione della licenza per 30 giorni è toccata invece ad un hotel della zona Viminale. Lì, alla fine di gennaio, una ragazza aveva subito delle molestie da parte di un altro avventore. Nella circostanza l’autore delle molestie era stato arrestato. Per la stessa struttura erano state riscontrate ulteriori violazioni nella gestione, che avevano anche condotto nell’ottobre del 2010 alla denuncia del titolare dell’albergo per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, consentendo ad una cittadina extracomunitaria di prostituirsi all’interno della stessa struttura. Il titolare all’interno di una cassaforte del suo ufficio, nascondeva 2 pistole senza la necessaria autorizzazione.