IX/ Writers selvaggi a Villa Lazzaroni

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Dopo neanche 15 giorni dalla ripulitura il muro esterno di Villa Lazzaroni, sede istituzionale del Municipio IX, è stato imbrattato di nuovo dalla mano sconsiderata dei writers di zona. A nulla è servita, come troppo spesso accade, l’operazione della squadra di decoro urbano e della Sovrintendenza comunale, che avevano rimosso circa 2700 metri quadri di scritte con idropulitrici e vapore soltanto a inizio febbraio.

Ci si chiede a questo punto se per arginare il problema, che affligge non solo il quartiere Appio-Tuscolano, sia il caso di installare telecamere strategiche in grado di beccare i vandali, un esercito silenzioso di ragazzini in tute sbrindellate che si aggirano impiastrando muri, alberi e cabine telefoniche con “tags” e scarabocchi incomprensibili. Un problema ancora più grave se si considera che “l’80% degli imbrattamenti che rovinano la bellezza dei palazzi e delle città – come dichiara una squadra di operatori Ama – sono su muri di edifici privati, dove l’Ama stessa non può intervenire perché la competenza della pulizia è affidata ai proprietari degli immobili, condomini o palazzi che siano.”

Per promuovere l’attività di decoro l’Ama ha anche realizzato sul suo sito internet uno spazio che favorisca l’incontro tra domanda e offerta: le imprese che si occupano di cancellare le scritte e i residenti che vogliono ripulire i muri del proprio palazzo, ma è ovvio che, finchè i cittadini saranno costretti a farlo a proprie spese, difficilmente queste iniziative potranno portare a risultati apprezzabili. Come evitare che l’arte urbana sconfini in attacchi al decoro pubblico? Vernici antigraffiti, inasprimento delle ammende e maggior controllo sembrano per ora le uniche soluzioni, ma strada non sarà certo breve. La sfida per Municipi e Comune si rinnova. 

 

Marco Di Tommaso