Tivoli, a volte (gli amici del sindaco) ritornano

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La storia che andiamo a raccontare riguarda Tivoli e risale al lontano giugno del 1997 quando l'avvocato Giannino Innocenti viene  nominato amministratore unico di una delle più ghiotte municipalizzate, allora di esclusiva proprietà pubblica, la Acque Albule spa. Già perché ai quei tempi il comune era passato al centro destra ed il precedente amministratore Marco Visconti aveva dato correttamente le dimissioni in nome del collaudato criterio del 'chi vince prende tutto'. Così il sindaco, già allora Sandro Gallotti, aveva scelto il suo uomo di fiducia. Ma quell'esperienza di governo dura poco e già nel 98 subentra Il commissario prefettizio che si accinge agli atti di ordinaria amministrazioni in attesa del risultato delle imminenti elezioni comunali.

Così spulciando le carte della Acque Albule il commissario rileva alcune irregolarità e comincia con il chiedere conto di quei 3 miliardi e mezzo di lire chiesti in prestito alle banche e  che sarebbero dovuti servire per risolvere un contenzioso legale, che il comune aveva chiesto di chiudere al 40% di quanto richiesto dai ricorrenti, ma l'amministratore, in quel momento Innocenti, decise diversamente chiudendolo al 90%. Altro aspetto poco chiaro riguardava l'affidamento del servizio di ristorazione delle Terme a trattativa privata, nonostante il Comune avesse chiesto lo svolgimento di una regolare gara. Il bello è che il soggetto che aveva ottenuto in gestione il servizio, chiedeva ed otteneva una garanzia  di 100 milioni mai restituiti. nel frattempo faceva pagare il biglietto per usufruire del giardino antistante il ristorante ed i portatori di handicap venivano relegati in un area ghetto.

Dagli accertamenti del Commissario emergevano anche comportamenti dell'amministratore contrari ai doveri di lealtà e diligenza nei confronti della società da lui amministrata. Di qui la richiesta della convocazione urgente dell'assemblea dei soci, richiesta  elusa dal dicembre 98 sino a quando il Commissario revoca Innocenti dalla carica di amministratore e si rivolge al tribunale di Tivoli il 4 febbraio del 1999 per far convocare l'assemblea.  La politica fa il suo corso e il governo della città passa da Gallotti a Vincenzi. Non solo, nelle Acque Albule sono ormai entrati soci privati con il 40%  delle quote. Anche la giustizia fa il suo lento corso e il 22 febbraio del 2006  il Tribunale di Tivoli  condanna l'avv. Innocenti a risarcire alla società  oltre 150.000 euro, ritenendo giustificata anche la revoca della sua carica sociale.

Comunque sia l'avvocato non scuce una lira, anzi un euro e così il presidente del consiglio di amministrazione Bartolomeo Terranova che deve sistemare conti e pendenze, nel maggio dello scorso anno gli fa pervenire un atto di precetto di 187.000 euro comprensivi di spese legali ed interessi nel frattempo maturati. Al precetto segue l'inevitabile pignoramento che viene eseguito alla presenza del pignorato il quale all'ufficiale giudiziario dichiara testualmente di "non possedere alcun bene immobile, nè automobile" e di "essere titolare di tre conti bancari" evidentemente vuoti. 

Tanto che l'ufficiale  redige "verbale negativo". Insomma, da Giannino non si scuce un bel nulla e arrivederci ai suonatori. Per un normale cittadino e soprattutto per un professionista, un pignoramento così consistente significherebbe la fine della carriera e la chiusura dei conti bancari, ma per l'avv.Innocenti non è così. Tanto che il 13 settembre dello scorso anno il sindaco Sandro Gallotti in qualità di socio unico della Tivoli Forma, lo indica per la nomina a consulente legale a 2.000 euro al mese IVA esclusa per un anno. In verità sulla nomina qualche perplessità la solleva proprio il direttore generale della società, che peraltro non pare informato sui trascorsi del suo consulente e ne mette in discussione la congruità del compenso. Resta da chiedersi se da quel modesto compenso la acque Albule chiederà il pignoramento del quinto per farsi statuire i 187.000 euro oggetto del precedente pignoramento. E' proprio il caso di augurare lunga vita e soprattutto 'lunga' consulenza a Giannino Innocenti, se non altro nell'interesse delle Acque Albule.

 

Giuliano Longo