Arsenico: cittadini e comitati dei Castelli davanti all\’Acea

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La protesta dei Movimenti per l'Acqua bene comune dei Castelli Romani è sbarcata nella Capitale. Venerdì mattina il comitato di Velletri, quello di Genzano e i ragazzi del “No Inc” di Albano hanno organizzato un sit-in sotto la sede di Acea a piazzale Ostiense a Roma per dire basta all'inerzia delle istituzioni e del gestore idrico nel risolvere il problema degli altri valori di arsenico nelle acque dei nostri territori e per sensibilizzare la battaglia referendaria contro la privatizzazione dell’acqua.

Una manifestazione, quella delle associazioni castellane, a cui hanno partecipato centinaia di cittadini giunti dai Castelli con pullman e mezzi privati: tutti uniti nel rivendicare il proprio diritto ad un’acqua potabile, pulita e pubblica: «I valori di arsenico – spiega il coordinatore del comitato di Genzano, Emanuele Menicocci – sono in molte parti del territorio ancora al di sopra del valore dei 10 microgrammi al litro, stabilito dalla Commissione europea, e da oltre un anno non siamo più in regime di deroga, ma l'acqua l'abbiamo pagata come se fosse potabile. Chiediamo, dunque, che non vengano pagate le bollette del 2010». La delegazione dei movimenti è stata poi ricevuta dal direttore del reparto idrico di Acea, Andrea Bossola, con il quale è stato avviato un tavolo di discussione:

«Abbiamo sollevato le osservazioni della Commissione europea del 28 ottobre dove non era stata soddisfatta la richiesta della Regione Lazio del limite dei 50 mg/l di arsenico e sulle quali adesso si sta facendo confusione sulla base delle dichiarazioni di amministratori come Mattei. In un articolo del documento della Commissione si lascia deroga a tutte le richieste fatte per 20 mg/l: la Regione Lazio l’ha fatta per 50mg/l non venendo dunque accolta. Quindi – continua Menicocci – il limite di 20 mg/l non è automatico, ma bisogna richiedere un ulteriore permesso. E sta qui la discrepanza: amministratori e Acea fanno credere che il limite è 20 mg/l quando per la Ue la deroga è a 10 mg/l».

Che vuol dire? «Che fino a quando la Commissione europea con un atto ufficiale non accetterà la nuova richiesta (deroga a 20mg/l) di Mattei, che si è recato a Bruxelles pochi giorni fa, si continuerà ad erogare acqua fuori legge e avvelenata. È in gioco uno scaricabarile impressionante».

 

Marco Montini