Frascati/ Tra Pd e Posa è scontro aperto

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Si accendono temi e toni di uno scontro, quello tra il circolo frascatano del Partito Democratico e l’ex sindaco Franco Posa, che fino ad oggi era rimasto più o meno sotto traccia. Una “guerra” non dichiarata, fredda fino a ieri, ma che alla luce della ferma presa di posizione del partito da adesso in poi si scalderà e non poco. Il tema è quello dibattuto nelle scorse settimane: la lunga verifica di Giunta che sta operando il sindaco Di Tommaso, le supposte pressioni che Posa starebbe operando sul sindaco per inserire un proprio uomo e, chiaramente, l’azione – considerata di disturbo – dell’associazione “Alfabeti del futuro” che proprio a Posa fa riferimento.

«La nostra – dice l’ex sindaco ed attuale consigliere comunale e provinciale – è una proposta costruttiva. E’ il momento di fare tutti un passo indietro per il bene di Frascati: è bene però ricordare che non può esistere discontinuità con la precedente amministrazione perché tutto quello che si sta facendo oggi è il frutto del lavoro degli ultimi 12 anni. Io dissidente? Non scherziamo – dice Posa -, sono un dirigente del Pd». Poi la stilettata: «Chi contesta e contrasta l’azione del mio gruppo politico evidentemente dimentica che è stato protagonista e titolare della squadra amministrativa di Posa». Segnali e messaggi chiari che provocano la dura reazione del circolo cittadino del Pd.

«Siamo pronti a rispettare le decisioni del sindaco in merito alla verifica, ma pretendiamo la stessa considerazione delle altre forze di coalizione. Difendiamo l’operato dei nostri assessori come abbiamo sempre fatto». E su Posa: «Assistiamo a una costante assenza del capogruppo dalla vita di gruppo e dal confronto con il partito stesso: suscita sorpresa ed imbarazzo la scarsa considerazione che l’associazione “Alfabeti del futuro”, costituita in larga parte da coloro che si sono dissociati nell’ultimo congresso cittadino del Pd, riserva al maggiore partito della coalizione. Lo stesso partito di Posa».

Uno scontro i cui toni sono destinati ad alzarsi ancora. «Non ci stancheremo mai di ripetere che i personalismi sono il male della politica e che le persone passano, ma le idee e i partiti no, e che pertanto, soprattutto da parte dei dirigenti che affermano di essere parte integrante del partito, sarebbe auspicabile un gesto di lealtà e di umiltà che restituisca la centralità alla politica e non ai soliti giochi di potere». Molto più che semplici avvisi ai naviganti.

 

Marco Caroni

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