Tiburtina, si allungano le liste d\’attesa

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Liste d’attesa infinite, anche per prestazioni che richiedono la massima celerità, mesi  e mesi per sottoporsi ad una visita specialistica. E’ quanto rilevato nelle strutture dell’area a nord est della Capitale. Sotto accusa pure il San Giovanni Evangelista di Tivoli, già adesso al collasso e un’incognita per il futuro, con i tagli previsti dalla Regione Lazio alla sanità laziale. «Strutture nuove e perfettamente installate che non vengono utilizzate», avevano denunciato già qualche mese fa i residenti, che avevano pure chiesto un intervento al neo direttore Nazareno Brizioli per il reparto di emodinamica.  

Ma la situazione di emergenza si presenta anche nel nosocomio eretino e in quello di Subiaco. All’Angelucci a denunciare la crisi delle liste d’attesa è stato il Tribunale per i diritti del malato. Il problema? I tagli al personale. Nel reparto di radiologia solo un primario con due specialisti.  Risultato: sospensione degli esami ambulatoriali, delle ecografie transrettale, radiologica e dell’addome e Tac.  

Meglio non va ad ortopedia, endocrinologia, fisioterapia ed ematologia.  Le attese vanno dai tre ai quattro mesi. Tutto prenotato per il 2011 per sottoporsi ad un ecocolor doppler agli arti inferiori e superiori, ai vasi epiaortici ed all’aorta addominale. La situazione migliora leggermente per un ecocardiogramma e per un holter dinamico, l’appuntamento per il primo esame viene dato a partire dal mese di agosto, per il secondo per fine giugno, mentre per una colonscopia si deve attendere maggio. Le attese sono lunghe anche per le visite specialistiche. E meglio non va neanche nei nosocomi della Capitale, così chi non ha una urgenza è costretto il più delle volte a rivolgersi ai privati. 

 

Adriana Aniballi