Scontro sulla Croce Rossa nei Campi Rom

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«Fuori la Cri dai campi rom e fuori i rom dai campi». Questo lo striscione esposto davanti alla sede dell'assessorato delle Politiche sociali di Roma Capitale, in viale Manzoni, da decine di manifestanti e delegazioni di nomadi di vari campi cittadini, che protestano contro le scelte fatte dal sindaco Gianni Alemanno sull' emergenza rom. Al sit-in, organizzato da Roma Social Pride, partecipavano le delegazioni di nomadi dei campi di Salone, Castel Romano e Candoni. «Chiediamo che il Comune convochi un tavolo di confronto – ha detto uno dei manifestanti – più volte da noi sollecitato, con le parti sociali e con i veri rappresentanti delle comunità per elaborare un piano attento alle esigenze della popolazione residente nei villaggi attrezzati e nei campi abusivi».

«Superiamo il piano nomadi di Alemanno – ha detto un altro rom – perchè è solo uno sperpero di denaro. Noi non vogliamo la Croce Rossa nei campi, che invece dovrebbe andare negli accampamenti abusivi e nelle baracche». I manifestanti hanno chiesto un incontro con l'assessore capitolino Sveva Belviso, che ha detto di essere disposta ad incontrare una delegazione. Alla protesta erano presenti anche  i lavoratori delle associazioni e delle cooperative impegnate  nei servizi relativi ai presidi socio educativi nei campi rom attrezzati. Alemanno ha infatti deciso di affidare questi servizi alla Croce Rossa Italiana, senza l’indizione di alcun bando pubblico, con la possibilità per la stessa di poter a sua volta affidare eventuali servizi ad altri enti o associazioni.

Oltre al rischio del subappalto per cooperative, già miseramente pagate per il servizio reso, vi è anche quello  che non siano rinnovati gli incarichi ai circa 200 lavoratori delle associazioni e cooperative e che non venga assicurata la continuità a progetti che hanno prodotto importanti risultati in termini di integrazione per le famiglie e di scolarizzazione per i bambini rom. Infatti scade tra un mese la proroga data dal V Dipartimento alle cooperative e alle associazioni con una decurtazione però del 20% dell'importo complessivo, che fa presagire l’ingresso della Croce Rossa in molti dei campi rom attrezzati. Secondo  Gianluca Peciola, consigliere provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà, già dal 7 marzo la Croce Rossa dovrebbe entrare nel campo di Salone, e gli sarà affidato il compito di coordinare la gestione dei servizi relativi ai presidi socio educativi. Se la preoccupazione di Peciola è quella di preservare l'occupazione degli addetti e del patrimonio di esperienze acquisite, la critica delle cooperative si fonda sul fatto che i costi della Croce Rossa per gestire il servizio, anche in caso utilizzasse subappaltare in tutto o in parte ai precedenti gestori, potrebbero essere molto più elevati per il Comune.

Sempre ieri i rappresentati delle cooperative e delle associazioni si sono incontrati con l'assessore alle Politiche sociali Sveva Belviso, la quale ha confermato che i presidi socio educativi presenti all'interno dei campi attrezzati saranno gestiti dalla Croce Rossa Italiana, riservandosi di valutare  un'eventuale collaborazione delle cooperative con la CRI.  Ed in virtù della loro disponibilità ha deciso di ritardare di dieci giorni l'entrata di Croce Rossa all'interno nei campi «in modo da favorire un dialogo costruttivo con le cooperative». Anche se i giochi ormai sembrano proprio fatti.

 

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