Marino, ritarda la riapertura del pronto soccorso

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Torna prepotente sulla scena politica il destino del nosocomio “San Giuseppe” di Marino. L’ultima puntata della telenovela sanitaria è datata fine 2010 quando Regione Lazio e Amministrazione palozziana avevano proclamato in pompa magna la riapertura del pronto soccorso e il trasferimento delle unità operative complesse di cardiologia, rianimazione, unità coronarica, ortopedia, traumatologia e osservazione breve per la fine di febbraio. Una promessa, però, non mantenuta, che il centrosinistra ha reso nota in questi primi giorni di marzo, definendola come una bugia preelettorale di Polverini e compagnia, e mandando così su tutte le furie la coalizione di Palozzi: «I veri colpevoli dei ritardi nella riapertura – scrivono dal centrodestra – sono ancora gli “amici di Onorati”.

E tra questi anche Alessandro Cipolla: siamo noi i primi a chiedere le dimissioni del direttore generale della Asl Rm H per lasciare spazio a manager più capaci di entrare nell’ottica rinnovata e meritocratica che ha dato vita alla riorganizzazione della rete ospedaliera del Lazio. Se, infatti, ritardi ci sono la colpa non può essere attribuita né alla Polverini, né al sindaco di Marino».

Di parere opposto la coalizione del candidato sindaco Onorati, che ha sottolineato: «Abbiamo solo evidenziato come gli accordi proclamati incautamente qualche mese fa dalla Polverini, da Gramazio e da Palozzi, non siano stati rispettati. È penoso assistere ad affermazioni della destra marinese, che danno la colpa della loro inettitudine a Cipolla, al quale invece va tutta la nostra solidarietà. Gli “amici” di Onorati – ha concluso poi il candidato sindaco – non sono certamente coloro che governano la Regione Lazio, ma i cittadini che giudicheranno il “tutto fumo e niente arrosto” della giunta Palozzi».

Una richiesta all’Amministrazione, intanto, è stata rivolta dall’associazione “Gruppo di presenza-Monsignor Grassi”: «Vi preghiamo di informare e coinvolgere la comunità nella conoscenza di tutte le fasi ed i tempi necessari per impegnarla, responsabilizzando i cittadini nel dare una piena ed aperta collaborazione, e non ripetere le disastrose esperienze del passato che hanno portato l’ospedale di Marino ad essere oggetto di una continua spoliazione in termini di reparti e di professionalità». Questo sì, sarebbe importante.